La parola bellezza deriva da bello, che deriva dal latino bellum, che significa ‘guerra’. Sì, esatto, una parola che in italiano rappresenta l’armonia, l’essere in pace tra i diversi elementi, l’aver raggiunto la pace dei sensi deriva invece da una parola che significa conflitto. Forse perché per arrivare alla bellezza bisogna prima combattere, bisogna prima soffrire un po’?
La verità è che la bellezza sta dappertutto, ma siamo talmente presi da mille cose, dal lamento facile, dal vedere solo le cose negative, che ci perdiamo metà (se non tutto) dello spettacolo della vita. La bellezza sta in un buongiorno con il sole, in una colazione con la propria famiglia, in una passeggiata con il cane, in un bacio dei propri figli, in una sms inaspettato, in una gita fuori porta, in un pranzo con gli amici, in un bacio della buonanotte, in un tramonto sul mare, in un gelato al cioccolato con chi si ama… La bellezza sta nelle cose piccole, spesso definite insignificanti, ma che riempiono la vita: forse allora la vera battaglia, la vera sfida sta nello sforzo costante di riconoscerle e lasciare che ci riempiano gli occhi e poi scendano giù giù, fino al cuore.
La vera battaglia è combattere contro noi stessi, il nostro disfattismo e la nostra tendenza al vittimismo imperante: renderci autori della nostra vita, scriverne l’incipit, lo svolgimento e il finale. Che è troppo facile lasciare sempre agli altri l’incombenza e la responsabilità di ciò che va male, molto più difficile è riconoscere che siamo noi gli artefici del nostro destino. Che se non vogliamo riconoscere la bellezza, è solo colpa nostra.
La bellezza sta in ogni attimo: smettiamola di perdere tempo e iniziamo a percepirla e a goderne, lasciando che ci cambi la vita. Perché dicono che la bellezza salverà il mondo: ma lasciamo che prima salvi noi stessi da quel baratro in cui spesso ci buttiamo da soli.

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