Queste sono le mani di Sergio. Sergio viaggiava sulla tratta tra Firenze e Milano Centrale. Lo so perché era al mio fianco sul treno. Sergio si muove a gesti lenti, misurati, a piccoli passi. Sergio aveva con sé un borsello, che ha posizionato con cura sul tavolino e da cui ha estratto lentamente il biglietto del treno. Sergio ha un nipote o un figlio che lo aspetterà sulla banchina, “lì dove mi siedo a guardare i treni che partono”. Sergio deve essere in pensione da molto o dev’essere solo, se deve ingannare il tempo che passa, osservando i treni. Sergio ha ancora uno di quei telefonini startac, uno di quelli che non si usano più. Sergio ha grandi mani rugose e nodose, di quelle capaci di grandi carezze e di non lasciarti andare più. Sergio ha occhi azzurrissimi e una grande testa rotonda, con pochi capelli bianchi sui lati. Sergio non ci deve sentire più tanto bene, perché al partire…