Lasciate che vi racconti una storia. Ieri a Milano e dintorni era una giornata davvero uggiosa, pioggia e vento, fuori e dentro. Un freddo che nemmeno a dicembre. Teo stranamente era su di morale, fino a ieri sera, poco prima di andare a letto. “Che c’è?”. “Sono agitato”. “Nooo, come mai?”. “Pensieri brutti”. Maltempo, fuori e dentro, dicevo. Stamattina, come sempre, mi sono svegliata di buon’ora, ho fatto colazione, ho lavato i piatti e rassettato la cucina, la mia routine di meditazione prima di cominciare a lavorare. Lavo i piatti e penso, o meglio non penso. Fuori c’era un bel sole, inaspettatamente. Le previsioni si sono sbagliate stavolta, pensai. Avevo paura di come si sarebbe svegliato Teo, se fossi stata in grado di tirargli su il morale, oggi. Mentre sono assorta nel lavoro, sento tirar su la tapparella della camera, poi quella del suo studio. Poi, lo sento camminare veloce verso il mio studio: “Ecco che ora mi cazzia perché…
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Pioggia/sole
Piove. Ininterrottamente. A dirotto. Ma dentro di me ho il sole. Leggo mille mail di lavoro, rispondo, scrivo, post, articoli, ancora post, ancora mail. E il tempo di andare a prenderti un regalo, un pensiero per San Valentino non l’ho avuto. O non l’ho voluto, forse. Dopo esserci già regalati e donati tutto, un’altra cosa da prendere e lasciare lì sarebbe stata inutile. O forse ti avrei regalato un sorriso, perché ultimamente sono diventata brava con i regali, ci azzecco, ti piacciono, li apprezzi, sei felice. Dopo tanti San Valentini insieme, non mi butto più sui soliti cioccolatini raccattati all’ultimo, senza personalità, ma scelgo con cura, con attenzione per regalarti un’emozione. Perché non c’è niente al mondo che vorrei vedere di più: il tuo sorriso, che per troppo tempo è mancato dal tuo viso. Come in questi giorni di pioggia senza sole. Che bello risentirti sereno, rivederti venirmi a cercare come se fossi la cosa per te più preziosa, rivederti…