Queste sono le mani di Sergio. Sergio viaggiava sulla tratta tra Firenze e Milano Centrale. Lo so perché era al mio fianco sul treno. Sergio si muove a gesti lenti, misurati, a piccoli passi. Sergio aveva con sé un borsello, che ha posizionato con cura sul tavolino e da cui ha estratto lentamente il biglietto del treno. Sergio ha un nipote o un figlio che lo aspetterà sulla banchina, “lì dove mi siedo a guardare i treni che partono”. Sergio deve essere in pensione da molto o dev’essere solo, se deve ingannare il tempo che passa, osservando i treni. Sergio ha ancora uno di quei telefonini startac, uno di quelli che non si usano più. Sergio ha grandi mani rugose e nodose, di quelle capaci di grandi carezze e di non lasciarti andare più. Sergio ha occhi azzurrissimi e una grande testa rotonda, con pochi capelli bianchi sui lati. Sergio non ci deve sentire più tanto bene, perché al partire…
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Zuppa d’amore
L’amore ancora non ho ben capito che cos’è. Credo assomigli a lui, che tornato a casa dopo una giornata all’ospedale, si mette a cucinare il suo piatto forte, e ti regala un sorriso gigante e pieno di soddisfazione, guardandoti riempire la terza ciotola. Un po’ come quando da piccola guardavi tuo nonno abbrustolire la polenta sulla stufa e dartela per merenda o come quando si metteva a fare il minestrone per tutta la famiglia, che sobbolliva per non so quante ore e tu rientravi da scuola e in casa sentivi quell’odore di verdura e amore. Sì, credo che l’amore somigli proprio a questo.…
Scelta per la vita
Un anello può essere un semplice anello. Ma non nella nostra cultura. Per noi significa unione, legame, scelta. Domenica a pranzo mi è stato donato un anello. Un anello speciale. Non per il valore materiale che ha – oro, zirconi e zaffiro -, ma per l’affetto e i ricordi che conserva. “Tienilo tu, ci tengo. Alla fine ti voleva bene come a una nipote ed era così felice che tu fossi al fianco del suo Matteo”. Me lo ricordo al dito della nonna Giuanina. Accenno un sorriso. “Lo accetto volentieri, ma prima chiedo a Matteo se vuole tenerlo lui”. So quanto fosse attaccato a sua nonna, quanto sia geloso degli oggetti cui è affezionato. Torno a casa e glielo mostro: “Lo vuoi tenere tu? Tua mamma l’ha donato a me, ma so quanto contino per te queste cose”. Lo guarda, lo scruta da vicino e gli occhi gli si bagnano di lacrime. “No, tienilo tu”. E me lo infila al…