Per i nativi americani la libellula era simbolo di trasformazione dopo un cambiamento. Mentre per i samurai la libellula era simbolo di vittoria sul nemico, di forza e di coraggio, tanto da incidersela sull’elmo. Stasera questa libellula ci ronzava intorno insistentemente, tanto da posarsi prima sulla mia spalla, poi su quella di Teo, dove se ne è stata un bel po’. “Tu pensi che un uomo possa cambiare il suo destino?”, chiede Katsumoto. “Io penso che un uomo fa ciò che può finché il suo destino si rivela”, risponde il capitano Algren. Cambiamento, trasformazione e vittoria. Ecco quale sarà il tuo, il nostro destino.…
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Vittoria!
Avete mai sentito nei film quella frase ad effetto, tipo “Sono rinata dopo aver conosciuto lui” o “Non ho mai vissuto finché non ho incontrato te” o ancora “Non mi ricordo nemmeno com’era la mia vita prima di lui”? Ecco. I più cinici avranno pensato: “Frasi da film, che cazzata!”, i più romantici (o semplicemente innamorati): “Dio, com’è vero!”. Ecco, io appartengo a quest’ultima categoria. Non mi ricordo più com’era la vita prima di aver conosciuto lui, com’era uscire la sera, mangiare la pasta, respirare… Niente. Mentre di questi ultimi dodici anni ricordo tutto, o quasi. Ogni singolo istante: di quando lo vidi per la prima volta, com’era vestito, di com’è avvenuto il primo bacio, la nostra prima volta, il primo viaggio, la nostra prima vera litigata… Tutto. E forse è per questo che l’altro giorno mi ha assalito il panico, a un certo punto mi è mancato il respiro e le gambe si sono messe a tremare: al tiggì…