Parte il progetto “Startup Mon Amour”, ideato da #giovaniconlapiva, la società di servizi e consulenze dedicata ai giovani under 35 che si approcciano al lavoro autonomo, di cui vi ho parlato qui. Un viaggio alla scoperta di realtà innovative legate al mondo del wedding, idee inusuali pensate e studiate da ragazzi giovani, cercando di capirne quali sono gli step che ne hanno consentito la fondazione e se in Italia esiste l’informazione necessaria a supporto della neo-imprenditoria in settori non ancora normati. A farci da Cicerone in questo mondo nuovo e intrigante, Carolina Casolo, ovvero #carolinaconsulente, founder di #giovaniconlapiva, una consulente un po’ atipica, che ama poter assistere aziende o persone fisiche che iniziano una propria attività seguendo un sogno, fornendo punti di vista differenti e trovando soluzioni innovative per rispondere alle sempre più particolari esigenze dei clienti. Ecco da dove è nato il suo interesse per il settore del wedding e in particolare per le startup.
Quella scelta per cominciare quest’avventura è “Solo donne”, una cooperativa in provincia di Savona, nata con lo scopo di dare un’occasione lavorativa alle donne in stato di necessità: organizzando eventi, tra cui soprattutto matrimoni, si crea un fondo che viene reinvestito, creando borse lavoro per ragazze o donne in condizioni svantaggiate, indebolite da problemi fisici o psicologici. Una realtà fatta da donne per le donne, per cercare di creare una rete e far fronte comune al problema sempre più crescente e alla ribalta della cronaca nera della violenza sulle donne.
Ecco la chiacchierata tra Carolina e Lorenza Verney, presidentessa di “Solo donne”, di professione wedding & event planner.

Come sei riuscita a unire matrimonio e impegno sociale in un’unica iniziativa e soprattutto perché? “Matrimonio e impegno sociale sono due mie grandi passioni, l’organizzazione di eventi in fondo può spaziare in vari campi e rendere felici le persone in modi diversi, basta cambiare punto di vista”.
Come e da chi viene organizzato il matrimonio, nel caso in cui ci si rivolga alla tua cooperativa in rosa? “Il matrimonio viene organizzato direttamente dalla nostra cooperativa con il supporto di aziende che forniscono tutto il necessario per la buona riuscita dell’evento. Il nostro è un servizio completo, parte dall’ascolto delle esigenze degli sposi, cercando di soddisfarne ogni loro desiderio e finisce quando vediamo anche l’ultimo degli invitati andare via con il sorriso”.

Quante borse lavoro sei riuscita a istituire finora? “Sette, speriamo ovviamente che il numero possa crescere sempre di più a un ritmo costante. In fondo si tratta di aiutare qualcuno, se il numero cresce l’obiettivo è più vicino. Comunque, non solo creiamo borse lavoro, ma assumiamo anche queste donne in difficoltà all’interno del nostro organico”.
Progetti futuri? “Be’, ricordando che siamo in Liguria, con l’arrivo della bella stagione, Vorremmo poter organizzare sicuramente dei matrimoni in spiaggia, anche per poter collaborare con gli enti statali nel reimpiego di manodopera femminile e per mantenere puliti e in ordine i lidi. E chissà che così, qualcuno di nuovo non si interessi al nostro progetto…”.

Da un punto di vista amministrativo-burocratico, quando hai deciso di ‘buttarti’ nel settore wedding, sapevi già come gestire l’attività sotto il profilo contabile-fiscale, non essendo ancora molto normata la figura del wedding planner? “Effettivamente mi sono proprio buttata, basandomi sull’esperienza fatta nella gestione di altri eventi e cerimonie, poi ovviamente mi sono affidata a professionisti che potessero aiutarmi a districarmi in quello che spesso è un mondo caotico, di modo che non vi siano dubbi e le energie possano essere rivolte tutte al perseguimento dell’obiettivo”.
Qualche consiglio per chi intende intraprendere la carriera di wedding planner, quindi? “Come in ogni cosa, ci vuole passione e voglia di fare. Una parte importante di questo lavoro è l’ascolto dell’altro, requisito imprescindibile per poter far fronte a ogni necessità richiesta, e poi ovviamente, un certo gusto estetico”.
[Grazie a Rachele Mandarano per la collaborazione]

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