Sono giorni tesi, pesanti, carichi di preoccupazioni e paure: quando attendi un esito che decreta se potrà esserci serenità nel tuo futuro, è come stare sulla sedia elettrica, in attesa della scossa. Infatti, ho fatto fatica a rintracciare qualcosa, un episodio, un gesto che mi ha reso felice questa settimana. Ma a dire il vero c’è stato e continua esserci. Un gesto talmente semplice, ma carico di significato, di buone intenzioni e di immenso affetto: il bacio sulla fronte che il mio papà da qualche giorno mi viene a dare per svegliarmi la mattina.
Direte: embè, che c’è di speciale, normale, no? No, se a darlo è il mio papà. Da sempre restio alle manifestazioni d’affetto, perché così gli insegnò mia nonna, ovvero che ai figli non bisogna mai dire “Ti voglio bene”, non si è mai lasciato andare ad abbracci, baci e carezze, forse per non rivelare il suo lato più tenero e dolce e tenere stabile sempre la sua patria potestà. È da qualche giorno però, che sapendomi in ansia e carica di tensione, alla mattina si avvicina e mi stampa un bacino sulla guancia o in fronte. Lo fa delicatamente, sempre un po’ titubante, ma lo fa, e questo è il suo modo per dirmi che lui c’è, che mi vuole bene, di non preoccuparmi. È il suo modo di proteggermi dal dolore, di farmi sentire la sua vicinanza, e per me vale più di mille parole. So quanto gli costi, non essendoci abituato, e questo carica ancora più di valore il gesto.
Non sottovalutate mai i gesti, anche i più scontati o semplici: se una persona li fa, significa che ci vuole comunicare qualcosa. Per me questi baci del mio papà sono tutti i “Ti voglio bene” che non mi ha mai detto, e che mi terrò per sempre nel mio cuore.

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