“Il tempo può cambiarmi,
ma io non posso determinarne il corso”.
David Bowie
I nuovi inizi portano sempre con sé dell’entusiasmo perché profumano di futuro; i rientri invece sono faticosi perché appesantiti dal passato.
Questo è stato un rientro difficile, più del solito. È stata dura tornare a lavare i piatti senza Buzz a farmi compagnia mentre cantavamo insieme i classici della musica italiana. È stata dura riprendere il lavoro e le mail, sapendo di andare incontro anche a rogne che avrebbero rubato tempo alla mia famiglia. È stata dura ricominciare con la pallavolo: non avrei mai creduto possibile arrivare a pensare di poter smettere, ma il peso degli anni e della mia vita e le diverse priorità mi hanno insegnato dove è bene che investa il mio tempo. È stata dura perché per Teo è dura: vederlo stare male e poter fare poco mi rende triste e impotente.
Oggi, in un momento di profonda malinconia, ho ritrovato questa foto: qui era quando stavamo nascendo come famiglia. O forse lo eravamo già. Se ci fossi tu, Buzz, sapresti come leccare via quest’autunno in anticipo. Ma non ci sei.
Oggi è l’11 settembre. Lascio che tutto questo dolore mi sconquassi e mi demolisca. Di solito, di un edificio diroccato non ce ne si può far più nulla, mentre dalle macerie qualcosa di buono, di nuovo può nascere ancora. Mi lascio buttare giù: qualcosa di bello nascerà.

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