Stasera in tv danno Deadpool. Deadpool era il supereroe preferito di Teo. No, forse non il preferito, ma quello in cui si ritrovava di più. Cosa avevano a che fare, direte? Effettivamente all’apparenza niente. Ma vi sono due o tre cose che invece.
Quando si prospettava l’uscita di #Unaltrogiornoinsieme a inizio 2020, Teo stava facendo la chemio che lo ricopriva di piaghe, anche in volto. “Come farò a fare le presentazioni?”, mi chiedeva. E io: “Ma scusa, comprati una maschera da supereroe”. Lo fece, e comprò quella di Deadpool.
Non me lo disse, finché non mi obbligò a vedere Deadpool 2. Letteralmente, perché io sapevo che non mi sarebbe piaciuto: troppo scurrile, demenziale. Ma lui insistette: “È uno dei miei film preferiti”. Allora lo guardai. Ebbene, avevo le lacrime agli occhi dal tanto ridere che feci, mi piacque, e molto. Lui gongolava di felicità: “Vedi, è anche romantico. Lui è innamorato della sua fidanzata, che però non riesce a proteggere. E nonostante il cancro, progettano una famiglia. Però lui è immortale, cosa che spero di essere anch’io. E voglio una famiglia, con te”.
Lui era Deadpool: era questo buffo supereroe, tranne le parolacce. Non è riuscito a sconfiggere la morte. Ma non ne sono del tutto sicura, perché quello che ha lasciato è più forte di qualsiasi distacco terreno.
Di Deadpool mi è rimasta la tua maschera, Amore mio. E il sorriso che avevi quando lo guardavamo in tv. Ogni volta che mi prenderà lo sconforto, la indosserò e cercherò di ricordarmi quanto eravamo felici insieme. E di essere super. Proprio come lo eri tu.


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