Oggi sono stata a Sotto il Monte, nei posti che Teo amava. Nella sala delle grazie al Pime c’è ancora il suo cuore ex voto, quello che aveva appeso quando credeva di essere guarito, di esserne fuori per sempre. E invece.
Però l’ho guardato senza rabbia, ma quasi con riconoscenza. All’apparenza sembra che la grazia non vi sia stata: Teo è morto. Eppure, che stolti che siamo, noi che guardiamo al dito e non alla luna.
Forse a ben guardare, la grazia vera è l’aver vissuto una vita vera e piena nonostante la malattia. E la grazia l’ho ricevuta anch’io, che ho imparato e sto imparando ad amare questa vita, nonostante non sia malata.

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