Avete mai assaporato l’eternità? “Le faremo sapere” e il telefono che non squilla mai, una sala d’attesa vuota e qualcuno che amate in sala operatoria, uno sposo all’altare e una sposa in ritardo, un esame importante e un esito che si fa desiderare, un padre nervoso perché sua moglie è in sala parto… I minuti, le ore, i giorni che ci separano dal verdetto non somigliano forse all’eternità? Perché sappiamo che da lì in poi sarà tutto diverso, nel bene o nel male, che dovremo ricominciare, che ci aspetterà una nuova vita, che dovremo reinventarci, assumere nuovi ruoli, vestire nuovi panni, affrontare nuove sfide. A me l’attesa mi mette ansia, mi fa diventare malinconica e anche un po’ intrattabile perché so di non poter avere il risultato sotto controllo, che in parte quello che succederà non dipenderà da me. Queste sono state settimane d’attesa e in parte, ancora non è finita: ho atteso risposte per il lavoro che non sono…