“Ogni aereo, ogni macchina fotografica sono desideri che non sono stati concessi. A cosa è servito?”. Mogwai – Take me somewhere nice Erano anni che non avevo più i nonni. Un’assenza che si fa presenza. Ma avevo te, che mi amavi come fossi nipote tua. Ora anche tu hai deciso di incamminarti nel viaggio più lungo, tu che non camminavi più da tempo ormai. E ci lasci orfani di sorrisi accennati, di verità mai nascoste, del tuo carattere fintamente burbero. Teo mi diceva sempre che ci somigliavamo molto: schiette, veraci, a volte grossolane, ma mai capaci di mentire. E per questo mi volevi bene: perché amo Teo quanto lo amavi tu. Lo terrò da conto, come mi chiedevi sempre tu, puoi contarci. Ma anche tu dacci un occhio e continua a tifare Juve per lui, anche se di fianco a quell’interistaccio del nonno sarà più dura. Il rimpianto di non aver potuto condividere gioie più grandi ci sarà sempre,…
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Il valore della presenza
È sempre così: quando le persone e le cose non fanno più parte della tua quotidianità, allora ne capisci l’importanza e quanto ti mancano. Lo sapevo già da tempo, l’ho sperimentato ancora di più nell’ultimo periodo. Ormai non abito più con i miei da qualche mese, un desiderio realizzato per mio padre, che ha passato buona parte degli ultimi anni a ripetermi come un mantra: “Ma quand’è che te ne vai di casa?”, “Non è ora che esci di qui?” e frasi simili. Epperò, bisogna fare sempre attenzione a esprimere i desideri a voce alta, che poi si rischia di venire ascoltati ed esauditi. Come in questo caso: ora che non son più lì con lui tutto il giorno, tutti i giorni, ogni scusa è buona per chiamarmi, oppure per passare da casa con qualcosa da mangiare, preparato apposta, ripetendomi ogni dì: “Ma vieni qui a fare un giro? Ma vieni a mangiare?”. Semplicemente, prima doveva comportarsi da padre, facendo…
Una serie di coincidenze
Una serie di coincidenze che trovano ordine nel puzzle cosmico. Ecco cosa sono stati per me gli ultimi giorni. Canzoni, avvenimenti, frasi, cui ora e solo ora, dopo aver elaborato la cosa, riesco a dare un senso. Dal nulla, quasi tre settimane fa, compare nella mia testa una canzone di almeno una quindicina di anni fa, poco conosciuta, che avevo masterizzato su un cd pieno di altre canzoni più famose. Eppure. Proprio quella si è fissata nella mia mente ed è diventata un’ossessione, tanto che sono dovuta ricorrere all’ausilio di Internet e laddove anche l’onnipotente Google ha fallito, ho dovuto cercarla tra centinaia di cd impolverati. “My sacrifice” dei Creed: credo, sacrificio. Due cose interconnesse, legate a doppio filo. Perché se credi in qualcosa o in qualcuno, sei disposto anche a rinunciare a qualcosa, a tutto. Anche a farti da parte, a farti piccola, ad allontanarti. A modificare le tue abitudini, a fare un passo indietro. Se il prezzo da…