“Francy, sai che debutto alla regia?”. “Ah sì? Allora parliamone”. Perché quando si realizzano i sogni è sempre bello condividerne le emozioni e perché qui la regista in questione è Olivia Balzar, scrittrice e attrice di origine piemontese, ma soprattutto ex collega di redazione, con la quale mi è capitato di condividere il palco per la presentazione della raccolta di racconti “Streghe postmoderne”, edito da AlterEgo. Ora debutta alla regia di “In Nomine Matrum”, la sua opera di esordio in questa veste, che andrà in scena l’11 e il 12 maggio alle 21 presso il Teatro Ivelise di Via Capo d’Africa a Roma. Caratterizzato da una narrazione frammentaria e onirica, lo spettacolo trae ispirazione dal “Suspiria de Profundis” di Thomas de Quincey, autore visionario e decadente, e mette in scena il sogno lucido dello scrittore, grazie al dialogo tra forme d’arte diverse. Non vi è un vero e proprio protagonista, ma tableaux vivants in perfetto equilibrio fra tre dimensioni: quella…