Non sono la persona forte che tutti credono che sia. O almeno, non sempre. Nascondo così bene le mie fragilità che le mie richieste d’aiuto vengono prese sotto gamba, spazzate via da una risata o da una cazzata. Così diventano profondi abissi di tristezza dalla quale fatico a riemergere, perché peggio del non chiedere aiuto vi è solo un sos ignorato o sminuito. Domani è settembre, il mio mese preferito, il mio vero capodanno. Di solito, lo accoglievo con molto entusiasmo e tanti buoni propositi. Quest’anno i giorni che l’hanno preceduto sono stati carichi di riflessioni, pensieri e prese di coscienza. Non ho l’allegria né la cieca fiducia di un tempo, ma ho la consapevolezza. Mi sono vista allo specchio e non mi sono piaciuta, sono appesantita nel corpo e nell’anima. Così ho iniziato ad alleggerirmi: inanellando delusioni ho cominciato a fare piazza pulita. Via relazioni finite, via conversazioni sterili, via false aspettative. Ora il mio cuore è un parcheggio…
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Settembre. Voglio…
Settembre: comincia un nuovo anno. Mi do nuovi propositi, non per omologarmi, ma per migliorarmi. Voglio frequentare un corso di primo intervento per mettermi alla prova e poter fare tutto il possibile per essere utile al prossimo. Voglio imparare a dire di no alle cose che non mi convengono, che non mi rendono felice. Voglio imparare a non rendere conto di come gestisco il mio tempo, se la cosa non danneggia nessuno. Voglio allontanare le persone tossiche, che inquinano l’anima e la vita e a lungo andare diventano letali. Voglio imparare a non chiedere scusa se dedico del tempo a me stessa. Voglio cominciare a prendermi cura della mia anima seriamente: se hai cura delle cose che contano, le cose belle arriveranno da sè, come le api nei giardini più belli. Per questo, voglio cominciare a praticare yoga in modo serio: per mettermi in contatto con me stessa e imparare ad amarmi. Voglio prendermi cura di casa mia: imparare a…
Leggeri, mai vuoti
Fine anno, tempo di bilanci. Conversazione tra me e una mia carissima amica: “Sono un po’ pensierosa”. “Come mai?”. “Bilancio di fine anno. Devo ancora tirare le somme: per certi versi è stato un anno positivo perché cambiamenti personali e passi in avanti ne ho fatti e sono soddisfatta di questo; per altri, invece, mi sembra di non aver niente di concreto in mano di concreto, come alla fine del 2014”. “Ovvero?”. “Fare progetti con qualcuno, una casa mia, una famiglia…”. “Ora che sei cambiata tu, sei anche pronta per prendere in mano la tua vita, devi solo ancora un po’ imparare a lasciare andare il passato”. “Dici?”. “Dico. È come un armadio zeppo di cose, il nuovo non c’entra. Lo stesso la vita”. “Sì, forse hai ragione”. “Fidati. Io ogni tot faccio un bel repulisti nell’armadio, nell’agenda, tra le mail, nella vita”. “Che criteri usi per fare pulizia?”. “Ciò che non mi serve più, che non uso da tempo,…