Oggi, tra un articolo e un imprevisto, ho trovato il tempo di fare il test proposto di recente da style.it, dal titolo: “E tu, di che addio al nubilato sei?”. Già, l’addio al nubilato… Premettiamo che da addetta al settore, non mi fa per niente onore il fatto che all’idea di organizzare il mio matrimonio, non saprei da che parte iniziare. Zero, tabula rasa. Come dire, un sommelier che alla pregiata carne di struzzo non sa che vino abbinare. Non è che non so gli step da seguire o come procedere, quello li so a memoria, ma non saprei proprio che tema seguire, che colore scegliere: hobby? Sport preferiti? Mete dei nostri viaggi? Lilla? Rosa? Rosso? Mah, nessuno che mi convince appieno, forse perché ancora non è arrivato il momento di pensarci davvero!
Effettivamente, sono una bella contraddizione in termini: continuo a sfracassare le cosiddette al mio fidanzato per questa fatidica proposta che tarda ad arrivare, ma mi rendo conto che se dovesse inginocchiarsi qui davanti a me, ora, lo guarderei con una faccia da ebete e gli direi: Embè? E ora che si fa?
Parlando con le amiche o per lavoro con persone prossime al matrimonio, sento tutte le future sposine raccontare del loro matrimonio con una tale sicurezza di scelta che sanno persino cosa ci sarà nel menu, senza averlo ancora provato. Ditemi per favore che questa sicurezza è una dote che spunta magicamente allo scoccare della proposta e che non è innata… Perché sennò è la fine! Sarei l’unica wedding journalist con un matrimonio scialbo e senza senso perché senza idee!!! Eppure, nella vita di tutti i giorni sono assolutamente risoluta: so cosa voglio con assoluta precisione, anche nello shopping non perdo tempo, ma vado dritta al bersaglio con una mira da cecchino… Misteri della fede.
Per fortuna che il test domandava ‘Che tipo di addio al nubilato sei?’ perché, si sa, almeno questo non è (o almeno, non dovrebbe essere) affare della sposa. Se mi avesse domandato ‘Che matrimonio vuoi?’ avrei cliccato direttamente su: Non c’è una domanda di riserva?. E invece. Stranamente su questo, anche se non dovrei aver voce in capitolo, qualche ideuzza ce l’avrei: amo le cose semplici e circondata dagli affetti che contano, quindi una mangiata con le amiche più care o ancora meglio, una due giorni in trasferta in qualche posto in mezzo alla natura all’insegna delle chiacchiere e del relax. Niente maschioni mezzi nudi (che tristezza!) né discoteca: solo noi, i nostri sorrisi e i nostri cuori a prometterci che non ci perderemo mai. Devo dire che anche in questo caso il risultato si è rivelato azzeccato e ideale per me: mi suggerisce precisamente di andare alla Spa insieme alle amiche di sempre e concederci coccole e benessere in vista del grande giorno. Avete capito, amiche mie? Take note!
Ma la parte più vera la dice alla fine, dove recita: “Sei una persona talmente dolce e profonda che a prescindere da cosa organizzeranno per te le tue amiche, ti sembrerà comunque d’impazzire dalla felicità!”. Tralasciando il dolce e profonda che solo a pensarlo di me mi viene da ridere, andrà sicuramente così: dovessero presentarsi a casa mia le mie amiche con anche solo una scatola di cioccolatini da condividere, io avrei il cuore ricolmo dalla felicità per la fortuna di avere delle persone che anche solo per un istante hanno avuto un pensiero gentile per me.
Embè? Ora che si fa? 🙂 Ti amo.
Teo
Va là, va là, che ti va bene, finchè va così… 😉