Siamo perennemente connessi: con il cellulare, con l’iPad, con il pc, con la tv, il wifi, il 4G… e chi più ne ha, più ne metta! Questo significa essere sempre sul pezzo, sapere ogni cosa in tempo reale, ma anche essere perennemente raggiungibili, perennemente a disposizione del tempo altrui, a farsi succhiare energie da chi ci circonda. In questo periodo, il mio cellulare è più bollente del solito: squilla in continuazione, per qualsiasi problema o questione. E già io ho fatto una scelta controcorrente rispetto al resto del mondo: per mio preciso volere, ho deciso di non avere sul cellulare la connessione a Internet nè Whatsapp. Come faccio a ‘vivere’? Semplice, mi organizzo per bene con il lavoro, cerco di essere sempre sul pezzo nell’orario d’ufficio. Fuori vivo la vita dal vero, mi lascio coinvolgere dal reale, scelgo di vivere connessa al mondo, alla gente e non al mondo reale.
In ogni caso, in questi ultimi mesi, stavo vivendo davvero in affanno: tra lavoro, vita privata, commercialista, tasse, imprevisti e preoccupazioni, non ne potevo davvero più. È capitato a fagiolo il weekend su all’Alpàa a Varallo Sesia, una settimana di concerti, che di solito vede me e la mia squadra trasferirci a casa del Presidente della società per un ritiro prevacanziero. Quest’anno io e una mia cara amica siamo salite un giorno prima in occasione del concerto dei Subsonica e per quattro giorni, siamo rimaste isolate totalmente dal mondo: là dove ha la casa, infatti, non prendono i cellulari, eccetto la Tim, quindi per comunicare con il mondo esterno, dovevo chiedere a qualcuno se mi prestava il cellulare. Ebbene, non ho sentito la mancanza: degli altri, dei messaggi, di Facebook, di niente e nessuno. Ho chiacchierato con i miei amici, ho fatto tanti giochi in scatola, ci siamo guardati negli occhi, si è ricominciato a socializzare davvero. Mi sono disintossicata da tutti i problemi e per quattro giorni, ho dormito secca e senza pensieri. Ho fatto spazio alle cose belle, ho creato un vuoto dentro di me, mi sono messa in vacanza.
Ecco, che bello sarebbe se ogni tanto anche tutti quelli sempre connessi, si staccassero di loro sponte e si disintossicassero dalla tecnologia! Perchè il lavoro è una scusa: in vacanza nessuno ti cerca e a nessuno manchi. E poi basta organizzarsi per tempo e per bene e tutto può essere fatto in anticipo, senza problemi. Impariamo a mettere da parte tutto quello che ci assilla e ci inquina l’anima, a partire dal nostro ego e da noi stessi: mettiamoci in ascolto della nostra anima e degli altri, interagiamo davvero, impariamo a conoscerci. Facciamo vuoto e cerchiamo di riempirlo con cose nuove, mai provate, mettiamo alla prova i nostri limiti. Mettiamoci alla prova e smettiamola di pararci dietro inutili scuse: sono proprio quelle la prima fonte di avvelenamento dell’anima, di chiasso assordante nella testa. Mettiamoci in silenzio: le cose cominceranno a cambiare.

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