Ormai da qualche tempo non abito più con i miei. Certo, non immaginavo così la vita a due, la convivenza o matrimonio che dir si voglia, ma è arrivata in questo modo, travolgendoci, e tant’è, la portiamo a casa così quest’esperienza. Ovviamente mi manca molto la mia famiglia e quei momenti di spensieratezza che contraddistinguevano quella vita abitudinaria: dormire con la mia sorellina, cenare tutti insieme, anche sentire i litigi dei miei, che significavano ‘essere a casa’. Non che adesso non li veda o senta tutti i giorni, e però non è la stessa cosa. E sono certa che anche io a loro manchi molto, altrimenti non si spiegherebbero tutte le volte che mi sono capitati a casa, prima con una torta fatta fare su misura, poi per salutare, poi per portare le lasagne e far compagnia a Buzz… È proprio vero che è quando ti manca qualcosa, che ti rendi conto della sua importanza. Perché dobbiamo sempre sperimentare l’assenza per apprezzare la presenza?
Da qualche settimana, quindi, alla mattina, puntuale come un orologio svizzero, mi arriva una mail speciale, una mail ricca d’amore e d’energia: la mia famiglia tramite la mia mamma, artefice del gesto, mi manda la carica per affrontare una nuova giornata con un ‘euforisma’, come li ha chiamati lei, e non c’è definizione più azzeccata, perché euforica mi rendono per davvero, quantomeno mi regalano un sorriso e si sa, “Un giorno senza un sorriso è un giorno perso”, come diceva Charlie Chaplin.
Un gesto così semplice e anche banale se volete, ma che bello sarebbe se tutti noi ogni giorno dedicassimo cinque minuti della nostra vita per regalare un sorriso a chi amiamo? Tutti usiamo la mail, chi per lavoro, chi solo per sollazzo, e tutti la apriamo almeno una volta al giorno: perché non mandare un messaggio a chi amiamo tutti i giorni, per augurargli il buongiorno o la buonanotte?
Perciò grazie alla mia famiglia: in momenti come quello che sto vivendo, è bello sapere di non essere soli, di avere sempre una rete di sicurezza sulla quale lasciarsi andare se mancano le forze, e di mancare a qualcuno, che ha saputo apprezzare la tua presenza quando c’eri. Perché come cantava Nino Buonocore: “E se non avrai da dire niente di particolare, non ti devi preoccupare, io saprò capire, a me basta di sapere che mi pensi anche un minuto, perché io so accontentarmi anche di un semplice saluto, ci vuole poco per sentirsi più vicini”. Sì, a volte bastano un pensiero d’amore e cinque minuti per metterlo in pratica.

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