Sabato mattina mi sono alzata all’alba. Il motivo? Il turno di smistamento al GasBusca, il gruppo di acquisto solidale di cui faccio parte. Alle 8.15 ci siamo trovate io e la mia collega gasista e siamo andate al punto di raccolta per ritirare la merce ordinata. Poi tornate alla nostra saletta, abbiamo dovuto scaricare tutte le cassette, pesare e suddividere la merce tra tutti i gasisti. Infine, abbiamo dovuto aspettare che tutti venissero a ritirare la loro cassetta. Sono tornata a casa dopo 3 ore, distrutta.
Avrei potuto svegliarmi più tardi, andare al supermercato con calma (cosa che tuttora faccio ogni tanto) e risolvere tutto in un’oretta.
Ma volete mettere la soddisfazione di fare qualcosa di buono per gli altri, a partire dal corrispondere il giusto compenso ai produttori? Volete mettere la bontà dei prodotti, che potete dire quello che volete, ma seppur più bruttarelli sono più gustosi? Volete mettere la bellezza di scambiare due parole con Luigi, con Emanuela, con Flavio, proprio come succedeva anni fa nel negozietto sotto casa?
Fare comunità, facendo del bene alla comunità. La mia carezza al pianeta cerco di darla anche così.
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