In questi ultimi giorni ho ripreso a fare un sacco di cose che facevo da bimba e poi non ho fatto più: tra queste, andare in bici e di conseguenza, mollare le mani dal manubrio.
L’altro giorno un po’ titubante, dopo secoli, in un tratto di strada deserto e rettilineo, ho lasciato andare le mani. Mi sono lasciata andare. All’inizio ero un po’ incerta, ma quando ho realizzato che stavo andando senza mani, mi sono tirata su con la schiena: è durato pochi secondi, ma mi è bastato.
Mi è bastato per capire che non devo più rinunciare alle cose che mi danno emozione e mi fanno sentire libera, che sono la paura o la pigrizia a non farci tentare, che alla fine bastano pochi secondi per sentirsi bene di nuovo, che le cose che ti rendono felici non dimentichi mai come si fanno.
Il tratto di strada dopo ho lasciato andare le mani e ho anche spalancato le braccia, chiudendo gli occhi e assaporando il vento. Avevo già capito la lezione.

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