Nella mia breve carriera di giornalista mi è capitato di intervistare decine e decine di personaggi famosi, che dopo la chiacchierata si rivelavano per quello che erano, dei personaggi appunto. Raramente ho incontrato delle persone o quantomeno dei personaggi famosi che potessero lasciarmi qualcosa. L’altro giorno è successo.
Ho conosciuto Daniele Bossari per la presentazione del suo libro “La faccia nascosta della luce”, in cui ha parlato del suo periodo più fosco e oscuro, quello della depressione. Prima dell’evento siamo andati a prenderci un caffè per rompere il ghiaccio e lì, parlando del più e del meno, è capitato che gli raccontassi della situazione di Teo. Mi ha fatto domande sul suo libro, su cosa fa, e poi, all’improvviso, la domanda che non ti aspetti: “E tu come stai?”. Mi si sono appannati gli occhi e ho rimandato il magone in gola. Perché nessuno me la fa mai, ma soprattutto perché nessuno si sofferma ad ascoltare davvero la risposta. “Sono un po’ stanchina, come direbbe Forrest Gump”, abbozzo. Mi abbraccia: “Eppure emani una bellissima energia, forte e luminosa”.
Un’energia che ci siamo portati dietro per tutta la presentazione, con una complicità tale che sembrava una chiacchierata tra amici. Abbiamo parlato di musica – abbiamo gli stessi gusti musicali, quel malinconico che ti cura l’anima -, di passioni, di lavoro, anche di depressione, ma soprattutto d’amore: “È fortunato ad averti e tu ad avere lui”, ha detto davanti a tutti gli astanti, con una tale sincerità che sono arrossita.
Alla fine del firmacopie, mi è venuto spontaneo regalargli una copia del libro di Teo. Non l’ho fatto mai con nessuno, ma quando ricevo qualcosa di bello, mi viene spontaneo donare. È stato uno scambio, è stato bello e intenso, era ciò di cui avevo bisogno adesso. L’altra mattina mi sono svegliata con in testa “All I need” degli Air, uno dei suoi gruppi preferiti. Non sarà stato un caso.
[Now playing: “All I need” – Air]

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