Da piccola passavo intere giornate nell’orto di mio nonno Ino. Insieme a mia sorella e ai miei cugini giocavamo con i lombrichi, salvavamo gli uccellini caduti dal nido, aiutavamo il nonno a raccogliere i pomodori e le zucchine, ci buttavamo giù dai covoni di fieno, tornavamo a casa nella carriola spinta dal nonno.
Quando il nonno non c’è stato più e di conseguenza anche l’orto, ho faticato a ritrovare lo stesso profumo e lo stesso gusto nei pomodori comprati al supermercato. Quelli di mio nonno sapevano di terra, di sole e di pioggia. Sapevano d’amore.
Così mi ripromisi che quando avrei avuto una casa mia, sarei tornata a una vita più verde, con scelte più vicine alla natura, anche in fatto di spesa. Ho scelto i gas e la spesa direttamente in cascina. Quando ho addentato il primo pomodoro di quest’anno, comprato tramite gas, mi sono messa a piangere: aveva lo stesso sapore di quelli di mio nonno, un sapore che non sentivo da più di vent’anni.
Questo pomeriggio Teo aveva voglia di mirtilli: così invece che andare al supermercato a comprarli, sono andata direttamente in cascina. Cestino in una mano, l’altra in mezzo ai cespugli. Come quando da piccola coglievo le more e i ribes e li mangiavo direttamente dalla pianta. È un bel modo di coccolarsi e di essere felici stare in mezzo alla natura.

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