Amore mio incrollabile, oggi ti son venuta a cercare ancora una volta nel silenzio perché è lì che ti trovo. Davanti la casa degli zii c’è una grande e imponente quercia, da cui si vede tutto il cielo. Ti ho scorto nelle nuvole e nell’azzurro. Poi camminando, nel verde della campagna e nella casa gialla e arancione. Poi nella pace del cimitero.
Infine, tornando indietro, ho fatto partire la playlist che ti ho dedicato e alle prime note di “To build a home”, ecco che sei comparso: una farfalla, dopo che non ne vedevo una da due giorni, svolazzava davanti a me, indicandomi la strada.
“Perché ho costruito una casa per te per me Finché non è scomparsa da me da te E adesso è tempo di lasciarla e fare in modo che si tramuti in polvere…”, dice.
Sei tu la mia casa e ora che sei ovunque, non ho più bisogno di essere ancorata a qualcosa di materiale: non sei sotto una lapide, non sei sotto il nostro tetto. Sei nel cuore e ti sento in ogni pensiero felice.
Mi hai insegnato a vivere in profondità, ma intrisa di leggerezza, uno stato di grazia. Agli occhi del mondo sono stata sfigata. Io mi dico fortunata, invece.
Non ho più il tuo corpo, ma mi vibri nell’anima. E questo mi fa sentire pericolosamente incondizionatamente invincibile.
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