Avete presente le cause perse, quelle storie di riscatto che si vedono solo nei film, che ti appassionano perchè alla fine è più facile fare il tifo per un perdente che prova a fare l’impresa, piuttosto che per un vincente abituato a vincere? Sì, quelle storie che “Ma è impossibile che succeda nella realtà, dai!”, talmente sono lontane dall’avere le carte in regola per farcela o dall’essere nate sotto una buona stella per toccare il cielo con un dito… Storie come quella del film “Le riserve” o per esempio, Rocky che mette ko Ivan Drago, talmente improbabili che nella vita vera non succederanno mai, non possono succedere. Eppure, che bello quando la vita ti stupisce con un eppure.
Ieri sera una di queste ha scritto una delle più belle pagine di sport e di vita mai lette, e non è finzione. Tutti avrete sentito parlare del Leicester City FC, la squadra di calcio di Leicester, cittadina inglese di nemmeno 300 mila anime, che dopo essersi salvata per il rotto della cuffia in Premier League l’anno scorso, quest’anno è andata a vincere la massima serie tra lo stupore di tutti, battendo stelle del firmamento calcistico del calibro del Manchester City e del Liverpool. Una squadra che non aveva nessun requisito per qualificarsi prima sul podio, eppure: età media 30 anni, troppo vecchi per provare a emergere o a essere notati, il valore di tutti i giocatori in rosa non arriva a eguagliare i 74 milioni di De Bruyne comprato dal Manchester City, il capocannoniere Vardy fino a qualche anno fa faceva il metalmeccanico, il capitano Morgan ha la fama di essere uno scarsone, e il ct, il nostro Claudio Ranieri, è l’eterno secondo, colui che ha portato tutti i più grandi club d’Europa (compresi la Juve, l’Inter e la Roma) a un passo dal sogno, senza arrivarci mai. Eppure.
Da qualche anno mi sono disinnamorata del calcio, da quando cioè ho smesso di giocare al Fantacalcio e l’Inter non mi ha più ripetuto le magie dell’anno del Triplete. Ma quest’anno sul divano ci sono tornata, a fianco del mio moroso, diventato – neanche a dirlo – tifoso numero uno di questa Cenerentola del calcio. Ognuno nelle fiabe ci vede il significato che vuole, ma qui è abbastanza chiaro il parallelo: un ragazzo giovane con una situazione di salute delicata, cui è stata prospettata una vita costellata di battaglie e sofferenze per debellare il cancro, o quantomeno cercare di contenerlo, ma a cui è stata quasi sicuramente negata una vittoria. Ci sono tutti gli elementi per non scommettere nemmeno una lira su questo cavallo. O per cominciare ad allenarlo e tirare fuori il suo meglio, sospingendolo a fare l’impresa. Lo sentivo in questi mesi urlare sul divano, dimenarsi, emozionarsi per il Leicester, perchè nelle partite vinte contro ogni aspettativa, ci vedeva le sue battaglie. Il fatto che una banda di sgangherati sia riuscita a realizzare un sogno e abbia incendiato il cuore di milioni di sostenitori sparsi per il mondo, ha riacceso in lui la fiammella della speranza. Il lieto fine della fiaba dei Foxes significa che c’è spazio per i miracoli, se solo si lavora per farli accadere.
Quindi, SeDici che hai un sogno, prova a realizzarlo con tutto te stesso: non ascoltare chi dice che non ce la farai, butta il cuore oltre l’ostacolo e provaci, gambe in spalla e pedalare. I detrattori possono abbatterti, se glielo lasci fare, ma possono anche aiutarti a ricordare quali sono i tuoi limiti e a superarli, mettendoti in gioco con le potenzialità che hai.
Hanno lasciato Ranieri al Leicester, tanto… E invece ha vinto il suo scudetto più bello, quello che ha il sapore del sudore, dell’umiltà e del riscatto. Il Leicester ci ha fatto tornare la voglia di credere nelle fiabe: la sguattera che sposa il Principe Azzurro, una puttana che fa innamorare di sè un rampante affarista miliardario, un pugile di mezza tacca che batte sul ring il campione del mondo, un semplice scudiero che estraendo una spada dalla roccia, diventa re. Un ragazzo malato che guarisce dal cancro, nonostante i pronostici avversi. “Siamo destinati a qualcosa di grande”, se solo ci permettiamo di farlo.

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