Sono tanti i proverbi sulla fretta, cattiva consigliera. Uno dei tanti dice che “la gatta frettolosa fa i gattini ciechi”, ovvero far le cose di fretta porta a farle male. Mia nonna diceva sempre che le cose belle arrivano a chi sa aspettare, ovvero aver pazienza paga sempre.
Una che non ha pazienza da mai, ma che pretende sempre tutto e subito è mia sorella: malata di sushi, dopo averle promesso che saremmo andate a mangiarlo insieme prima o poi, mi ha rotto l’anima per tutte le volte che invece che organizzare con lei, preferivo farlo con i miei amici o per tutte le volte che saltava la serata per imprevisti altrui. Alla fine, ce l’abbiamo fatta a organizzare ed è stata una serata di gran lunga più divertente e piacevole di come se l’era prefigurata, e come se non bastasse, in meno di un mese siamo riuscite a organizzare un’altra serata sushi, allargando a un’altra amica che ci ha piegato in due dalle risate.
Vi racconto un’altra storia, agli antipodi: c’era una volta una ragazza che per caso incontra un ragazzo e se ne innamora a prima vista. Però lui ha solo occhi per un’altra, non ricambiato, e lei non la vede nemmeno. Passa il tempo, e più il ragazzo prova a conquistare l’altra, più non ottiene risultati. Finché un giorno, durante una vacanza in comitiva, la ragazza prende coraggio e ci prova e lui cede, forse un po’ provato dal lungo corteggiamento non a buon fine, forse conquistato dalla dolcezza della fanciulla. Così scatta il primo bacio, così comincia la loro storia d’amore: un amore che non nasce subito, ma cresce lentamente, concimato da gesti gentili e occhi innamorati, e diventa potentissimo. Tanto potente da conquistare definitivamente e completamente il cuore del giovane, da indurlo a capitolare e a chiedere in sposa la fanciulla, che risponde sì tra le lacrime e la gioia immensa di aver saputo aspettare con pazienza e tenacia e aver saputo riconoscere un sogno per cui valeva la pena penare un po’.
Due semplici storie di vita quotidiana per dire che: SeDici che tieni a qualcosa, allora devi saper aspettare, devi saper pazientare un pochino, devi credere in quel sogno, in quel desiderio e avere la forza di starci dietro, di non affrettare i tempi, per renderla una cosa preziosa. Siamo destinati a cose grandi, nel nostro piccolo: nessuno sa esattamente il disegno della propria vita, ma un progetto dietro c’è, dobbiamo solo avere la forza e la costanza di riuscire a unire i puntini, senza stracciare il foglio prima del tempo. Del resto, un vecchio saggio disse: “Non importa quanto freddo sia l’inverno, dopo c’è sempre la primavera”.
Perché a questo servono i tempi morti: per capire davvero che strada vogliamo percorrere, riposarci e poi cominciare il cammino con più vigore. Perché anche quando sembra che non stia succedendo nulla, l’universo sta lavorando per la nostra felicità. Dobbiamo solo imparare a collaborare e a incanalare le energie, laddove possono portare a qualcosa di buono e di bello. A non stringere i pugni per pretendere, ma ad aprire le mani per ricevere. E la nostra attesa sarà ricompensata. Sempre.

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