In settimana mi è capitato per lavoro di dover scrivere di romanticismo (qui e qui), una parola con diverse accezioni e definizioni, tra le quali la principale dice che è un movimento letterario e artistico che nell’Ottocento esaltava il sentimento, la fantasia, il sogno, la spiritualità. Più in generale oggi, quando si parla di romanticismo, si fa ancora riferimento a qualcosa che ha a che fare con tutto questo, più semplicemente con l’amore. Voler bene, avere degli affetti, spinge le persone a fare gesti per l’altro, gesti romantici, appunto. Che poi è soggettivo: se per qualcuno ricevere dei fiori è romantico, per qualcun altro potrebbe essere il marito che lava i piatti al posto della moglie. Insomma, essere romantici vuol dire pensare alla felicità del prossimo, fare qualcosa che per lui o per lei significa un sorriso, significa tanto, significa tutto.
Facendo un sondaggio su Facebook, è venuto fuori che è romantico: prendere la mano dell’altro all’improvviso, fargli trovare un bigliettino nel libro che sta leggendo, regalarle un fiore colto per strada, passare la scopa al posto della moglie, preparare il piatto preferito… Tutti gesti che non costano apparentemente nulla, ma che regalano un’immensa felicità a chi li riceve.
Allora, impegniamoci di più per essere romantici, senza sdolcinatezze nè cose forzate o eclatanti, solo facendo cose semplici, che scaturiscono dal cuore: alla fine, il vero romanticismo è far star bene e sorridere chi amiamo, forse è la cosa più romantica di tutte. Proviamoci: dare amore porta amore… e tutti ne abbiamo un gran bisogno!

Mah ci credete ???!da giovani si ma dopo i 40 nonooo
E invece ho avuto la riprova che si può essere romantici sempre, non è questione anagrafica, credimi… 😉