La cosa che tutti notano e che salta di più all’occhio durante le presentazioni di Teo è il suo sorriso, caldo, onnipresente e insolito. L’altro giorno durante la presentazione a Verona la nostra amica Marianna gli ha ricordato una cosa che gli dissi io qualche tempo fa: “Tu ti sei salvato così tante volte che nemmeno te ne rendi conto”. Lui si è emozionato, poi ha proseguito: “Anni fa, a un corso di scrittura creativa, la prof ci raccontò di uno scrittore fallito, che non aveva venduto nemmeno una copia del suo romanzo. Lui però era felice perché quel romanzo piaceva a sua moglie. Ebbene, tutti i miei compagni di corso, compresa la prof, schernivano quello scrittore, ma io mi sentivo l’unico dalla sua parte, l’unico in grado di capirlo, perché anche io come lui faccio tutto per la donna che amo: se piace a lei ciò che faccio, io sono felice e appagato“. Poi, mi ha guardato e ha…
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Come una madre ama un figlio
Lo amo come una madre ama un figlio. Guardandolo negli occhi, per capire se sta bene. Trattenendo il respiro, per non fare rumore. Rimanendo immobile, se la paura attanaglia. Controllando se respira, mentre i sogni lo cullano. Tenendo sempre accesa la speranza, anche quando la notte si fa più oscura. Cercando di non vacillare, anche quando l’equilibrio si fa precario. Piangendo sotto la doccia, lì dove nessuno mi può sentire. Dimenticandomi di esistere, perché lui viene prima di ogni cosa. Lo amo davvero come una madre ama un figlio. E non so dire se sia bene o sia male. Ma lo amo. E questo al momento è tutto ciò che conosco di me stessa.…
La misura dell’amore
Voi sapreste quantificare l’amore? Sapreste dire quanto è giusto, quanto bisogna amare? Alcuni sostengono che il vero amore sia quello totalizzante di una madre, pronta a dare la vita per i suoi figli. Poi venne colui che ci amò sopra ogni cosa, “dando la vita per i propri amici” e invitandoci ad amare sino alla fine. Io mi chiedo se potrei amarti più di così, ci sono giorni in cui mi sembra di essere inutile, di non fare abbastanza, e alcune volte credo sia proprio così. Ma poi succede che la vita ti mette di fronte alla difficoltà, all’emergenza, al pericolo. E anche stavolta non c’è stato un secondo in cui io non abbia pensato prima alla tua vita che alla mia. Perché so che salvando te, salvo anche me stessa. Perché l’amore – quello incommensurabile – salverà entrambi.…
Ciao nonno
Queste sono le mani di Sergio. Sergio viaggiava sulla tratta tra Firenze e Milano Centrale. Lo so perché era al mio fianco sul treno. Sergio si muove a gesti lenti, misurati, a piccoli passi. Sergio aveva con sé un borsello, che ha posizionato con cura sul tavolino e da cui ha estratto lentamente il biglietto del treno. Sergio ha un nipote o un figlio che lo aspetterà sulla banchina, “lì dove mi siedo a guardare i treni che partono”. Sergio deve essere in pensione da molto o dev’essere solo, se deve ingannare il tempo che passa, osservando i treni. Sergio ha ancora uno di quei telefonini startac, uno di quelli che non si usano più. Sergio ha grandi mani rugose e nodose, di quelle capaci di grandi carezze e di non lasciarti andare più. Sergio ha occhi azzurrissimi e una grande testa rotonda, con pochi capelli bianchi sui lati. Sergio non ci deve sentire più tanto bene, perché al partire…
Chi è il vostro sex symbol?
Qualche settimana fa stavo scorrendo il wall del mio profilo Facebook, quando mi capita sotto tiro un post di Vanity Fair, che chiedeva al pubblico con quale star avrebbero tradito il partner. Così mi è venuto in mente: perché non rilanciare la domanda anche sul mio blog? Ecco com’è nata questa nuova divertentissima puntata de #IsondaggidellaFrancina, cui hanno risposto in tantissimi. Dal canto mio, solo due volte ho sentito il sangue ribollire nelle vene e una scena – magari insignificante per altre – diventare per me un’ossessione. È successo con due video musicali: il primo è quello degli Incubus “Are you in?” del 2001: ai tempi avevo solo 16 anni e vedere Brandon Boyd in smoking e cravatta bianca, col capello ribelle, sospirante e sensuale, mi faceva sbroccare. Allo stesso modo, qualche anno più tardi, su Mtv andava in rotazione il video “L’odore” dei Subsonica: a metà video, rimasi folgorata dalla lingua di Samuel, che gli accarezzava le labbra. Una…
La costruzione di un amore
Se voi sapeste che state per perdere qualcosa o qualcuno, come impieghereste il tempo che vi rimane? Ecco, io vivo con la costante paura di non arrivare al prossimo San Valentino, insieme. Non perdete tempo a denigrare, a criticare, a ripudiare: impiegate questi minuti per celebrare l’Amore. Baciando i vostri figli, cucinando, piantando un fiore. Facendolo. E non dite: va festeggiato tutti i giorni, l’Amore. Questa è l’ovvietà più ovvia di tutti, ma ho come l’impressione che non sareste capaci di dare un bacio nemmeno a comando, voi paladini dell’amore ogni giorno. Costruite l’amore, fatelo. Ci vuole tempo, e forse un giorno potreste svegliarvi senza avercelo più. Perciò, celebratelo. E ringraziate San Valentino, che vi fa il favore di ricordarvelo.…
Al mio yogurt
Estate 2006. “Mi spiace, ma se non lo operate subito, non supera le due settimane. E dopo comunque non è detto che vada avanti per molto”. Capodanno 2008. “Dev’essere operato d’urgenza. Ai 30 anni? Non sappiamo se arriverà…”. Primavera 2013. “Non so se arriverai ai 50 anni, noi ci proviamo”. È una vita che ti marchiano a fuoco con la data di scadenza, nemmeno fossi uno yogurt. È una vita che mandi a fanculo come il peggiore dei rompicoglioni tutti i pronostici. Ai 30 non ci dovevi arrivare, siamo quasi ai 40. Non so cosa ci riserverà il futuro, ma so cosa mi ha insegnato il passato: a me che non amo festeggiare il mio compleanno, mi hai insegnato invece che ogni anno conquistato è un anno di vita in più. Non so se ai 50 ci arriveremo – ma a dirla tutta, non so nemmeno se ci arriverò io -, però so che non ho più paura di morire,…
Io credo nelle fate, lo giuro, lo giuro
Voi credete nella fatina magica? Lasciate che vi racconti una storia. “Cosa facciamo stasera?”. “Possiamo andare al cinema, se ti va”. “Sììì, così non è più il mio giorno spreferito”. Dopo cena. “Ma sai che secondo me possiamo rimanere a casa? È bello con l’albero acceso e il plaid e il pigiamino…”. “Vuoi che ti accenda il camino?”. “Sì, sarebbe uno dei miei sogni da esaudire…”. “Bimba sogna, Bimba ha”. Ecco fatta la magia.…
Chi di corna ferisce…
Tornano a grande richiesta #IsondaggidellaFrancina, i più amati di Facebook! L’altra sera in tv su Rai Uno, la mia amica Romina, partecipando come ignoto alla trasmissione “I soliti ignoti”, condotta da Amadeus, ha raccontato che una volta le è capitato di presentarsi alla porta di casa del suo compagno… insieme all’altra! Quest’episodio esilarante ha scatenato in me la curiosità e mi ha fatto lanciare la domanda su Facebook: avete mai scoperto il vostro ex o attuale compagno (se perdonato!) nel farvi le corna? Se sì, come è successo? E poi com’è andata a finire? Tante le risposte e gli episodi raccontatimi, alcuni davvero spassosi… adesso! Eccoli narrati qui sotto: buona lettura e grazie a chi ha partecipato, condividendo un pezzo della sua storia con me! “Io ho sognato la sua scrivania, un cumulo di carte… Dovevo guardare lì! Ecco, ho guardato, scartabellato… e ho trovato la fattura del cellulare: 862 messaggi allo stesso numero, più le telefonate! Le ultime…
Come Cristo sulla croce
“L’infinito del verbo amare è restare, è esserci nonostante tutto. Amare è restare sotto la croce di chi ami, bevendo fino in fondo l’amaro calice dell’impotenza. Il dolore più grande è non poter fare nulla davanti alla sofferenza di chi ami. Ma l’amore vero è restare lì nonostante l’impotenza, nonostante tu non puoi salvare da quella croce. L’amore è Maria e Giovanni sotto la croce. L’amore è Cristo che muore comunque, ma non muore solo. La Madre e il discepolo amato restano fino alla fine e abitano l’ora più buia della storia di Cristo. Si ama quando si resta anche nelle situazioni in cui non conviene più restare”. Don Luigi Maria Epicoco L’amore è roba per stomaci forti, niente a che vedere con le farfalle. Oggi ho letto queste parole e ho sentito una pugnalata dritta al cuore. Perché mi chiedo spesso se il mio restare accanto a chi ha una data di scadenza non sia più simile al…