Un anno fa vi abbiamo portato a casa FavoLosa. Di questi 366 giorni, c’è stato più di un momento in cui ho maledetto la decisione di prendervi con noi, ma sono stati molti di più i giorni in cui ho ringraziato il Cielo di svegliarmi al mattino e come prima cosa, vedere i vostri musetti pelosi. Siamo una famiglia sgangherata e malandata, di sicuro atipica, ma grazie che con il vostro entusiasmo e i vostri baci ci fate capire di essere la migliore che potevate sognare. Un anno di voi due: non mi ricordo nemmeno più com’era la vita di prima, come in tutte le vere storie d’amore.…
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Bentornata, Shibuya!
Shibuya è tornata a casa. Esattamente dopo 4 mesi e 8 giorni. Dopo quel brutto incidente, quasi un mese in clinica, 2 interventi, molte medicine, tanta paura. Nara invece è sempre stata a casa, se in attesa della sorella non saprei dire, anche se nelle ultime due fughe fatte è sempre scappata là, dove aveva visto per l’ultima volta Shibuya. Ho provato a immaginare come sarebbe stato il ritorno a casa: ci avrebbe riconosciuti, avrebbe riconosciuto casa sua, ma soprattutto avrebbe riconosciuto Nara? Ebbene, la risposta è stata sì a tutte e tre le domande. Non solo ci è corsa incontro con entusiasmo, ma ha riconosciuto subito anche il suo giardino. E sua sorella. Alla quale ci è voluto un po’ di più per sciogliersi, per accogliere quella sorella che forse aspettava da sempre, ma che è stata sconosciuta per un po’. Dopo mezz’ora è stato come se il tempo non fosse mai passato, come se quell’incidente non fosse mai…
Il nostro Paese delle Meraviglie
Non è stata una settimana da ridere, anzi. Eppure non ho mai visto Teo ridere così tanto. Un sorriso che gli attraversava il volto, da orecchio a orecchio. Un sorriso pieno, di cuore, con gli occhi. Un sorriso che mancava da troppo tempo. Da tanto, le persone ci chiedevano: “Allora, a quando un altro cane?”. Non siamo tipi da programmare le cose, la vita non ce lo consente più. Così metterci lì a tavolino e recarci a un canile non era cosa per noi. “Quando sarà il momento, succederà”. È successo adesso. E io mi dico che non è un caso. Era il momento giusto. Papà è tornato a sorridere, nonostante tutto. Il Cappellaio Matto sosteneva che per trovare il Paese delle Meraviglie bisogna circondarsi di persone che ci facciano sorridere il cuore. Il Paese delle Meraviglie è la nostra meta finale: qualcosa mi dice che il cammino con voi sarà molto più semplice.…
Un cuore a quattro piazze
“Quando ci siamo messi insieme, sapevo già che saresti stata per sempre”. “Io non voglio semplicemente curarmi, io voglio guarire”. Teo non è mai stato uomo da mezze misure, o tutto o niente. Quando lui fa una cosa, decide una cosa, sceglie una cosa, punta sempre al massimo. All in, direbbero a poker. Lui scommette tutto, mette in gioco tutte le sue speranze e le sue aspettative, ma non resta ad aspettare, no. Fa in modo che le cose succedano. E poi vadano bene. E quasi sempre vanno come dice lui. È una sorta di lucida follia, dove tutto sembra in balia del caso, ma no, tutto è calcolato. Sebbene poi deciso, cogliendo l’attimo. Così è stato l’altro giorno. Siamo partiti per un weekend di lavoro, siamo tornati con il cuore allargato. “Me le dia tutte e due. O due o niente”. E così, ecco che la nostra famiglia è diventato un cuore a quattro piazze: con noi ora ci…
Angioletti moderni
Voi lo sapete cos’è l’amore? Lasciate che vi racconti una storia. Anzi due. Credo somigli a un pelosetto, che con le sue zampine caracollanti non abbandona di un passo il suo papà e oggi, accorgendosi che era a fare la nanna distrutto sul divano, ha voluto a tutti i costi raggiungerlo, costringendolo a dormire nella posizione più contorta possibile. Eppure non hanno mai dormito così beati, ne sono convinta. Ma somiglia anche a una mamma che sta leggendo la fiaba della buonanotte al suo piccino, tratta proprio dal libro di Teo. La donna gli ha spiegato che Teo ha scritto le fiabe per dare forza e speranza a chi è malato e gli ha detto anche che Teo è un grande guerriero, che ha bisogno di tutta la nostra forza per guarire. Cosi, lui stasera, finita la fiaba, ha girato il libro, ha dato un bacio alla foto di Teo e le ha detto: “Così gli passa il bibi”. Stasera…
Lezioni d’amore
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e a inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità!”. Ogni giorno lo vedo lì fuori in giardino, che aspetta di vederla, anche solo di adocchiarla con la coda dell’occhio. Ogni giorno, la stessa scena si ripete, da ormai qualche mese a questa parte. E non importa se fa freddo oppure caldo, se c’è il sole o una pioggia battente. Per esempio, l’altra mattina era lì, nel solito posto, ad aspettarla, sotto l’acqua. E quando la vede è un tripudio di gioia, e quando si incontrano è felicità senza pari. Lui aspetta solo lei, nessun’altra, ogni mattina, con la pioggia o con il sole. “Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana,…
Tequila & Bonetti
Catania, un caldo pomeriggio d’autunno. Lei è seduta in questa graniteria del centro, è in compagnia di una coppia, ma sembra scrutarsi attorno, attenta a non perdersi nemmeno uno sguardo, nemmeno un secondo di quello che sta succedendo. Non sembra annoiata, in compenso sembra molto giovane ed esuberante. Attende che arrivi la sua coppa di gelato, di cui le sarà concesso assaggiare solo qualche cucchiaino. All’improvviso, ecco arrivare lui: in compagnia di un amico, si accomoda poco lontano. Bello, biondo, possente, con due spalle ben piazzate, è subito intesa con lei, più magrolina, piccolina, con poche forme ma slanciata. Da subito cominciano a guardarsi di sottecchi, ad annusarsi, ad avvicinarsi, a emozionarsi… Ma non possono stare vicini, disturberebbero gli altri avventori del bar. Perché il loro è un incontro rumoroso, pieno di gioia, difficile da contenere. E così rimangono distanti ma abbastanza vicini per corteggiarsi. Entrambi inchiodati alle loro postazioni, cercano però di avvicinarsi il più possibile, perché sentono che…