A.T. e d.T. Ante tumore e dopo tumore: così si suddivide la vita di J, e così era la vita tua. Uno spartiacque ingombrante, così grande che era impossibile da non tenerne conto. Un punto di non ritorno, un Hiroshima, un 11 settembre. Dicevi sempre che il tumore ti aveva spinto a diventare l’uomo che desideravi e che ti piaceva quello che vedevi. E piaceva tanto anche a me, al punto che è stato difficilissimo separarmene. L’uomo che eri, la presenza che sei, è ingombrante, un punto di non ritorno, un Hiroshima, un 11 settembre. Non ho timore nel dire che la mia vita si divide in un a.T. e un d.T.: ante Teo e dopo Teo. Ora tu non ci sei più e io devo andare avanti. Così ti ho lasciato andare, non perché tu non faccia più parte di me o non mi serva più, ma perché ora devo disegnare un nuovo percorso che sia solo mio. Con…
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Quando ci si ostina a essere estate
Ho sempre amato l’estate: la natura nel pieno delle forze, l’esplosione dei colori, l’illusione di poter riuscire a fare tutto, tutto quello che si desidera. Poi arrivava l’autunno e mi sembrava un sacrificio inutile: perché mettere una fine a tutto quel bendidio? Che senso aveva tutto quel freddo? Oggi camminando per Milano vedevo le foglie staccarsi dal ramo, ormai ingiallite, e danzare a terra: poesia senza parole. E lì ho capito: l’autunno serve a lasciare andare. Ciò che non ci serve più, che ha fatto il suo corso, che ci appesantisce. Lasciare andare, come l’albero fa con le foglie, in attesa che il tempo gli regali una nuova stagione. Una nuova vita, con più slancio ed energia. Sono stata estate per tanto tempo, a ciclo continuo. Mai un interruttore spento, mai una negazione di sè, sempre disponibile con tutti, sempre disposta a fare tutto. A vivere al massimo delle forze, della velocità. Non era vita. Ho imparato a lasciare andare:…