Ho sempre amato l’estate: la natura nel pieno delle forze, l’esplosione dei colori, l’illusione di poter riuscire a fare tutto, tutto quello che si desidera. Poi arrivava l’autunno e mi sembrava un sacrificio inutile: perché mettere una fine a tutto quel bendidio? Che senso aveva tutto quel freddo?
Oggi camminando per Milano vedevo le foglie staccarsi dal ramo, ormai ingiallite, e danzare a terra: poesia senza parole. E lì ho capito: l’autunno serve a lasciare andare. Ciò che non ci serve più, che ha fatto il suo corso, che ci appesantisce. Lasciare andare, come l’albero fa con le foglie, in attesa che il tempo gli regali una nuova stagione. Una nuova vita, con più slancio ed energia.
Sono stata estate per tanto tempo, a ciclo continuo. Mai un interruttore spento, mai una negazione di sè, sempre disponibile con tutti, sempre disposta a fare tutto. A vivere al massimo delle forze, della velocità. Non era vita. Ho imparato a lasciare andare: i vecchi rancori, le paure, le preoccupazioni, le persone che mi opprimevano, i rapporti mala(nda)ti. I miei rami non potevano sostenere tutto quel peso, così mi sono spogliata. Ora sentirò di più il freddo, ma più leggera attendo la mia primavera.
Oggi ho occhi nuovi: non mi ero mai accorta prima di che colori meravigliosi ha in serbo l’autunno per noi. Si perde tanta bellezza, quando ci si ostina a essere estate.

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