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gennaio 16, 2015

Sssh… “Non ditelo allo sposo”!

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In queste vacanze, me la son presa proprio comoda: oltre ad aver preso l’influenza (il classico, quando ti rilassi un po’!), mi son presa anche del tempo per leggere un po’, la mia grande passione. In montagna mi sono letta un bel po’ di riviste che avevo in arretrato e mi sono portata dietro anche “Non ditelo allo sposo”, non ancora uscito nelle librerie d’Italia – segnatevi la data: giovedì 22 gennaio! -, ma che la casa editrice Tre60 mi ha spedito in anteprima.

Ispirato al reality show “Non ditelo alla sposa”, in onda anche in Italia su La7D, è l’opera prima di Anna Bell, da anni collaboratrice del sito Novelicious, la più importante community di aspiranti scrittori in Inghilterra: dopo aver visto che la sua rubrica di consigli era la più seguita, ha deciso di abbandonare il suo lavoro come curatrice museale e di far diventare la passione per la scrittura, un mestiere. Dapprima “Non ditelo allo sposo” viene pubblicato solo come e-book, ma poi grazie al passaparola delle wedding blogger, diventa un tale successo letterario, che la casa editrice Quercus decide di farne la versione cartacea. Ora, a breve, sbarcherà anche in Italia. “Forte questa Anna Bell, mi piace!”, ho pensato da subito.

Di primo acchito, la copertina mi piace, con quella giusta dose di fucsia e nero. Mi appropinquo a leggerlo, un po’ reticente, come sempre sono, del resto, verso i romanzi che appartengono alla cosiddetta chick lit.

Leggo il primo paragrafo e, riga dopo riga, mi appassiono alla storia di Penny, ragazza trentenne come tante di noi, che da sempre sogna un matrimonio da favola, con un vestito da sogno e una festa indimenticabile. Per questo, da anni lei e Mark hanno aperto un conto a parte, dove ciascuno versa i suoi risparmi, per poi investirli nell’organizzazione del gran giorno, quando sarà. Ma quando finalmente arriva la proposta di Mark, il suo sogno si sgretola di fronte alla realtà del suo estratto conto: i risparmi di una vita non ci sono più! Forse giocare a bingo on line non era soltanto un innocuo passatempo… Cosa fare in questi casi? Penny decide di mantenere il segreto e organizzare, in tempi da record e senza il becco di un quattrino, un matrimonio da urlo, non senza calcolare alcuni imprevisti, tra cui una nonna un po’ impicciona che non mancherà di scompigliare le carte.

Da subito, mi sono trovata a fare il tifo per Penny, immaginandomi cosa avrei fatto io al posto suo e nel frattempo… ho divorato il libro in soli due giorni, vuoi per la storia divertente, vuoi anche per lo stile leggero dell’autrice.

Ce la farà Penny a raggiungere il suo obiettivo, ovvero stupire Mark con il matrimonio più bello della storia, senza fargli sapere nulla del suo piccolo vizietto prosciuga soldi? Per saperlo, dovrete aspettare il 22 gennaio… Nel frattempo, si accettano scommesse!

La copertina di "Non ditelo allo sposo"

Anna Bell chick lit leggere libri Non ditelo allo sposo recensione
by Francesca Favotto | no comment
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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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