Si può essere felici per delle cose semplici semplici, talmente semplici che sono sotto i nostri occhi e a volte non ci badiamo nemmeno? Io dico di sì.
Questo weekend mi sono proprio goduta la mia famiglia: finalmente i programmi prevedevano niente trasferte di lavoro, niente particolari festeggiamenti, ma solo tanto tanto relax. Nulla di particolare, solo tanto sole, natura e la compagnia di chi amo. Dietro casa del mio fidanzato, abbiamo la fortuna di avere delle sterminate campagne, così abbiamo richiamato il nostro cagnolone e ci siamo immersi nella natura in risveglio, chiacchierando tanto e godendo del verde e del sole. In questo periodo poi spunta la colza, quella pianta dai fiori di un giallo intenso, diverso da tutti gli altri, che io amo particolarmente: allora armati di macchina fotografica ci siamo buttati in quel giallo per farci delle foto ricordo. Ridendo di niente, ma essendo felici per tutto. Il canto dei passerotti, i ciliegi in fiore, il nostro cagnolone sorridente: tutto mi regalava un sorriso. Così è stato anche la domenica, quando ci siamo addormentati sotto al sole in giardino e poi abbiamo replicato, facendo una lunga camminata nei campi.
Il modo migliore per ricaricare le pile in vista della settimana lavorativa: fare il pieno di sole e di affetto, senza andarlo a cercare lontano. Perchè spesso se non facciamo qualcosa di particolare o non facciamo almeno 50 km, ci sembra di non aver vissuto. E invece, quanta felicità può racchiudere la semplicità? Lo cantava anche Battisti: “Le biciclette abbandonate sopra il prato e poi noi due distesi all’ombra, un fiore in bocca può servire, sai, più allegro tutto sembra”.
Una serie di banalità, forse, ma cosa serve per essere felici se vicino a noi abbiamo già tutto quello che ci occorre? Il mio augurio per questa settimana è di guarire da quella cecità del cuore che ci fa sembrare sempre tutto noioso, scontato o insignificante e di guardarlo con occhi diversi, nuovi, ricchi di curiosità e di voglia di essere felici. Perchè la felicità è un qualcosa che si può imparare, basta essere ricettivi e non distruttivi, com’è nella nostra natura.

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