“Perché quello che sono l’ho imparato da te,
tu che sei la risposta senza chiedere niente.
Per le luci che hai acceso a incendiare l’inverno,
per avermi insegnato a cadere
come neve”.
Giorgia & Marco Mengoni
È scesa copiosa, la neve. Come è arrivata, se n’è già andata. In silenzio. Ma ha fatto il suo dovere: ha dato da bere ai terreni aridi, rilasciando poco a poco l’acqua; li ha tenuti al caldo, quando fuori tutto era gelo; ha steso un velo bianco sui nostri destini, per consentirci di scrivere nuove pagine; ha smacchiato un po’ delle nostre anime tetre, riportandoci all’innocenza.
Son stati giorni bui, qui a casa: un mix altalenante di sentimenti contrastanti riguardo la malattia e la vita, un valore che non sballa solo la salute, ma un’esistenza intera. Inverno e gelo dentro al cuore. Un terreno arido, ormai sterile da coltivare. Ma non mi do per vinta: nelle notti più fredde, ti sei stretto a me e ti ho abbracciato, ti ho coperto, per tenerti al caldo. Come fa la neve.
Ed è proprio là dove sembrava non esserci più vita, che sbocciano i primi crochi. Ed è proprio lì dove non c’era più gioia, che è rispuntato il sorriso. Come neve, ti ho protetto dal gelo. E ora mi ritiro silenziosamente per ammirare con stupore l’arrivo della nostra primavera.

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