Derivato da destinare, dal latino “de + stare”, ovvero “fissare, assicurare”, qualcosa che è assicurato, stabilito in modo assoluto da forze superiori e che non possiamo far nulla per cambiare. Ognuno di noi ha il suo destino, c’è chi ci crede e chi no, chi gli imputa successi e sconfitte in modo categorico, quasi scaricando la colpa e le responsabilità. Per tutti noi vi è un disegno, un progetto, il bello è sapere che siamo stati creati per qualcosa e non a caso, sta a noi metterci in ascolto, con un cuore ben disposto e degli occhi nuovi e provare ad accettarlo e ad “unire i puntini”, come diceva Steve Jobs.
Spesso tutto quello che ci succede sembra ingiusto, sembra non abbia molto senso, pare di stare sulle montagne russe: un attimo prima, siamo euforici per qualcosa di profondamente bello, quello dopo stiamo sotto a un treno per una grossa delusione. Eppure tutto ha un senso, magari non è subito rintracciabile, ma c’è. Il destino è qualcosa di superiore, e si manifesta, che noi lo vogliamo o no, non si può cambiare, ma invece di combatterlo, possiamo predisporci per preparargli la strada e poi imparare le lezioni che ci dà, per diventare uomini e donne nuove.
Come disse il capitano Nathan Algren nell’“Ultimo samurai”: “Io penso che un uomo fa ciò che può, finché il suo destino non si rivela”. Ognuno è artefice del proprio destino e anche quand’esso si manifesta, possiamo scegliere se chiuderci a riccio in un rassegnato vittimismo o diventare migliori.
Siamo nati liberi: sta a noi decidere se farci imprigionare dalle nostre paure o andare incontro al nostro destino, con infinita benevolenza e riconoscenza per tutto quello che sarà.

Si sa dove si masce , ma mon di sa dove di muore
…ma si può scegliere dove andare. Forse. 😉
Un abbraccio!
E si forse, ma non ce niente di certo …..di sicuro …ormai …..