Dal latino “privilegium”, composto da “privus”, ovvero singolo, a sé, e “lex”, legge, quindi letteralmente “legge per il singolo”. Diritto, facoltà, vantaggio particolare di cui gode una persona, una categoria o una classe di persone, un onore speciale, che spesso non ci meritiamo, ma che ci ritroviamo per le mani senza in realtà apprezzarne nemmeno il valore.
Un tetto sopra la testa, un pasto caldo ogni giorno, un posto dove dormire o fare l’amore, una famiglia che ci ama, un posto di lavoro, qualcuno che ci aspetta la sera a braccia aperte e che ci riempie la vita: non sono forse questi tutti privilegi? C’è chi non li ha, uno solo o anche tutti. E allora chi ha ricevuto tanto dalla vita – senza magari sprecare energia per ottenerlo – ha il dovere di ridare indietro altrettanto.
Come chi a Natale è andato a servire un piatto di minestra calda alle mense dei poveri. O come Chiara, la cui storia è apparsa su Vanity Fair qualche settimana fa: pr di giorno, tra lusso e alta moda, di notte cambia veste e fa il turno in ambulanza, per un bagno di realtà che serve a tenerla salda a terra. Gesti semplici, che cambiano la vita a chi li riceve e cambiano il nostro modo di vedere le cose. Perché “Chi è fortunato deve coltivare una prospettiva più equilibrata, ai privilegi bisogna sapere dare un peso”.
Perché la nostra vita non può essere tutta un volo sulla superficie, senza chiederci mai perché quello che abbiamo noi non è toccato in sorte al nostro vicino in strada. Perché bisogna dare un senso a questo cammino. Incominciamo ora.

C’è chi nasce privilegiato e chi si conquista privilegi nel corso della vita. Spesso il “privilegiato”, comunque abbia ottenuto la sua posizione, diventa arrogante.
Spesso, ma non sempre. Per fortuna. Un abbraccio! 😉
E solo fortuna .
La fortuna sta nell’averli, i privilegi. L’intelligenza sta nel ri-donarli. 😉 Un abbraccio!