La parola Natale deriva dal latino: natus nato, più il suffisso –alem che indica appartenenza. Quindi, mi piace pensare che significhi “appartenersi, nascere ma con consapevolezza”. Questa è la settimana della nascita per eccellenza, che uno ci creda o no, quindi è anche una bella occasione per ragionare sulla propria, di nascita, e fare due conti: cosa significa per me? Sto onorando quel giorno in cui qualcuno mi ha fatto il regalo di un’intera esistenza tutta per me, da realizzare, vivere, disegnare? Perchè tanti sono sì, nati, ma poi? Non basta nascere per vivere davvero, infatti tanti si accontentano di esistere, o poco più che respirare.
Questi giorni che precedono la festa più bella di tutte possono essere uno sprone, un motivo in più per riflettere su che direzione sta prendendo la nostra vita e se ci piace quello che stiamo vivendo, vedendo: in caso di risposta affermativa, allora avanti tutta, così; ma se la risposta è negativa, allora forse è il momento per fermare tutto e provare a cambiare quello che non va. Nella corsa frenetica ai regali per gli altri, prendiamoci un attimo e facciamo un regalo a noi: sprecare un’intera vita è davvero il sacrilegio più grande che uno possa fare.
La Pasqua rappresenta la rinascita, la seconda chance; ma il Natale rappresenta l’occasione che uno ha qui e ora, su questa Terra: ci richiama al mistero più grande di tutti, quello del tempo che passa. Dal momento in cui uno viene al mondo, la sabbia nella clessidra comincia a scendere, finchè non ce ne sarà più. Di che colore vogliamo che sia quella sabbia?
Auguro a tutti voi di vivere il Natale in maniera piena e più consapevole: e se guardando indietro, quello che vedete non vi piace, be’, vi auguro di nascere nuovamente in una vita più soddisfacente, più ricca, più vera, ricordandovi la cosa più importante di tutte: non siamo nati per esistere soltanto, ma per vivere.
Buon Natale a tutti e felicissimo 2015!

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