Io per natura parlo tanto, ma – e qui non sembra – solo se ho qualcosa da dire. Infatti, – e qui non sembra – apprezzo tanto anche il silenzio. Anzi lo cerco, lo bramo. In un’epoca in cui anche se non hai un cazzo da dire, ti invitano a farlo, è bello stare un po’ in silenzio. Migliaia di Stories, di video in diretta, con gente che pur di riempirsi la giornata mostra lo yogurt che sta mangiando a colazione; status sul nulla pieni di commenti, pur di passare il pomeriggio a rispondere e controbattere: l’impressione è che non si apra più la bocca (o il cervello) quando si ha qualcosa da dire, ma che la si apra a prescindere pur di. Abbiamo perso il valore del silenzio, la sua preziosità. Il silenzio non è assenza di parole, ma presenza dello spirito. È disporre di un momento per imparare ad ascoltare, per ricominciare ad ascoltarsi. Tutte le parole, i…
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Vado in vacanza
Vado in vacanza, e poi continui a fare quello che facevi prima: stare ore su Facebook, controllare la posta da ogni dove, rispondere ai commenti e alle mail. Vado in vacanza e non stacchi mai da quell’idea di essere onnipresente, sempre ammirato, sempre sotto i riflettori. Vado in vacanza… e la differenza dove sta? Sono sempre stata brava a fare spazio: a un certo punto le cose che si accumulano nell’armadio, in libreria, in cantina, nel cuore, nella testa, mi vien voglia di gettarle via, di fare pulizia. Scatta quel clic, quel raptus che ti dà l’adrenalina giusta per dedicarti a mettere ordine, dentro e fuori di te. Prima ancora dei manuali bestseller, prima ancora di tutte le raccomandazioni da parte di luminari della scienza, per me liberarmi del superfluo, dell’inutile, del surplus è sempre stata una condizione necessaria per andare avanti. Anche la vacanza lo è, ma per essere davvero efficacia, deve per forza di cose essere l’opposto di…
Quattro parole
Poche ore e sarà vuoto. La mente e il cuore si faranno leggeri, il tempo di preparare tutto e abbandonarsi all’ignoto, al bello della novità. Tra poco sarà vacanza e voglio proprio gustarmi appieno il vero senso di questa parola, che letteralmente significa “fare spazio, fare vuoto”. Quattro parole voglio tenermi per me, per queste vacanze, quattro parole guida per vivermi questo tempo nuovo, lontano dall’abitudine e da quello che siamo abituati a vedere. La prima è chiudere: chiudere un articolo, col lavoro, la valigia. Stiparci dentro tutto il vissuto finora, tutte le preoccupazioni, ma anche le cose belle successe. Chiudere alcuni rapporti malconci, malandati, chiudere con il sentirsi sempre in difetto, chiudere col passato che ci ha fatto male, ma ci ha anche insegnato a crescere. Chiudere le porte tenute sempre socchiuse per vedere se qualcuno tornava, chiudere gli occhi e fare bei sogni, e provare a immaginare la vita che avremmo sempre voluto. Chiudere a volte non è…
Buone vacanze!
Ci ho messo una vita. No, dico, a scrivere questo post ci ho messo una vita. Ho temporeggiato, mi sono alzata, ho bevuto, mi sono riseduta, ho guardato Facebook, ho aperto Word, ho fissato la pagina bianca, ho riguardato Facebook… insomma, una vita. E non perché non avessi voglia di scriverlo, anzi, ma probabilmente la mia testa è già in vacanza. E la mia creatività anche. Del resto, ieri mi sono buttata sul letto nel mezzo del pomeriggio a leggere le mie riviste preferite e poi dopo sul divano a guardare la mia serie preferita… e quando mai capita, se non in vacanza? Perché vacanza non significa necessariamente essere a mille miglia di distanza da casa, sdraiati su una spiaggia bianca (certo, questo aiuta!), ma vuol dire fare ciò che più si ama fare, concedersi delle coccole che durante l’anno trascuriamo, riempire la vita di bellezza e buttare il tempo, se necessario. Quindi, auguro a tutti voi di: alzarvi tardi…