Una delle domande che mi fanno più spesso e che facevano anche a Teo era: “Credi in Dio?”. Perché con tutta la merda che ci è cascata addosso, è facile essere tentati di non credere in niente. Eppure. La risposta – sua, di allora, e mia, ieri e oggi – è sempre stata: “Sì”. Credo in Dio perché non si è mai nascosto ai miei occhi. Lo trovo in chiesa, ma è il posto in cui ci piace meno ritrovarci. Lì lo sento forte quando siamo soli, io e Lui. Ma l’ho trovato ancor di più in cima al monte del Fushimi Inari-Taisha Temple a Kyoto; nell’abbraccio di Supre e Gughi fuori dal Pronto Soccorso la mattina che Teo se n’è andato; sotto la quercia a Denore; nell’affetto della mia famiglia; quando Marianna ha benedetto il mio tatuaggio; quando Eleonora me l’ha inciso sul cuore; quando Serena mi ha abbracciata finita la presentazione a Milano; quando sono alla tomba di…
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Vicini anche se lontani
“Franci, mia nonna è negativa. Le hanno fatto il tampone ed è negativa. È solo bronchite normale, ora si spera le passi, ma sta bene”. Questa è una mia amica, la quale ieri mi ha confidato le sue pene per la nonna, una persona di quelle che attualmente rientrerebbe tra i “sacrificabili”. Alle sue parole ho pianto, come fosse stata la nonna mia. Ieri sera ho pregato: oltre che per Teo e la mia famiglia, anche per questa signora che nemmeno conosco. Oggi la mia amica mi ha scritto: “Io stanotte le tue preghiere le ho sentite, davvero. Mi hanno aiutato a riposare un pochino”. Ecco, credo nella scienza, ma credo anche in quell’energia positiva che pervade la nostra anima. Chiamatela Dio, aura, destino, Amore… Poco importa. Io credo che quando invii Amore, questo arriva. E cura. Ecco perché insieme con Matteo, ho avuto l’idea di lanciare un’iniziativa di speranza: due momenti a settimana – martedì e giovedì – per…
Il mio matrimonio
A te che mi hai salvato. Piangevo. Stamattina sul treno piangevo, come una scema. Sul Vanity Fair di qualche mese fa (dovete sapere che ho arretrati di due mesi!) leggevo l’intervista fatta a Andrea, marito di Anna Lisa Russo, la ragazza scomparsa quasi un anno fa, sconfitta da un cancro. Diventata famosa suo malgrado, poiché teneva un blog dove raccontava la sua vicenda, le sue paure, i suoi sorrisi, la sua voglia di vivere, qui il marito Andrea (che l’ha voluta sposare un mese prima della morte) racconta dei loro progetti: “Una casa nel bosco, con le api per fare il miele e due capre, due asinelli, due ochette. Tutto due, perché diceva che nessuno doveva stare mai solo”. E allora piangevo. Piangevo, perché ricordavo di quella volta che successe a me, a noi. Solo con un epilogo, per fortuna, diverso. Che mi ha, ci ha reso diversi. E più forti. Avevo 21 anni. 20 e mezzo per la…