Ritornare sui propri passi è un errore? È una settimana che me lo chiedo, mi tormento, cercando di capire se ho sbagliato o no. Decidi di farla finita perchè continuare è più uno strazio che una gioia, nessuno ti viene a cercare o a chiedere una spiegazione, perchè evidentemente non meriti attenzione o semplicemente non gliene frega niente, cerchi un equilibrio, una pace interiore, per sopportare quella perdita, che per te invece è significata tanto, insomma, cerchi di fartene una ragione. Quando ci stai provando, viene a ricercarti, chiedendoti di tornare, ma solo per quel breve frangente, perchè “Ho bisogno di te, dopo puoi tornare alla tua decisione”. Tu cosa fai? Ti incazzi, rimani ferma sulla tua posizione e lo sfanculi, oppure pensi a quello che hai voglia di fare, metti da parte l’orgoglio e ci provi, senza false illusioni? Ci ho pensato su molto, ho sentito diversi pareri contrastanti: chi mi diceva: “Io lo manderei a quel paese e…
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Stop! Dimentica
Ieri nevicava, a fiocchi grossi, veloci ma leggeri. Cadeva dal cielo come una benedizione per me. Perché ne avevo tremendamente bisogno: bisogno di quella leggerezza, di quel candore, di quella lentezza. Perché la neve ti obbliga a prenderti i tuoi tempi, a riordinare i pensieri, a guardarti dentro. Solo l’altra sera è finita una storia importante per me. Ed è finita come non avrei mai voluto: in mezzo al silenzio, tra la totale indifferenza. Io che sognavo di invecchiarci insieme, mi trovo a essere messa alla porta come l’ultima degli stronzi. E non posso recriminarmi nulla: nonostante le prime avvisaglie che tra noi non poteva funzionare, nonostante le esigue dimostrazioni che a me ci teneva, nonostante essere stata trattata come una povera pezzente, ho provato ad andare avanti, a dialogare, a collaborare affinché la storia potesse continuare. Ma si sa, l’amore non è mai a senso unico e “chi meno ama è più forte, si sa”. Già, ma chi l’avrebbe…
Come una coperta
Quando ci si lascia, soprattutto se non è una decisione consenziente, ma una scelta subita da parte di uno dei due, attore passivo nel teatro della coppia, laddove lei ti dice: “Non provo più per te quello che provavo prima”, la reazione possibile o l’unica immaginabile è: urlare, spaccare tutto, insultarla e poi lanciarle un mucchio di anatemi, e poi ancora indirizzarle improperi irripetibili e poi rimanere incazzato con lei, perché era il grande amore della tua vita, e dove ho sbagliato io, e perché io non ero il tuo, e cosa ho fatto di male. E fanculo. Non si sa se si arriva mai alla completa riparazione del cuore, a una imparziale autoanalisi e a una piena consapevolezza di quello che si era insieme e di quello che si è diventati da soli, tale per cui poi può arrivare spontaneo il perdono e il recupero del rapporto con un’altra veste. O l’interruzione definitiva. In settimana mi è capitato di…