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febbraio 20, 2015

Ritornare è un errore?

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Ritornare sui propri passi è un errore? È una settimana che me lo chiedo, mi tormento, cercando di capire se ho sbagliato o no. Decidi di farla finita perchè continuare è più uno strazio che una gioia, nessuno ti viene a cercare o a chiedere una spiegazione, perchè evidentemente non meriti attenzione o semplicemente non gliene frega niente, cerchi un equilibrio, una pace interiore, per sopportare quella perdita, che per te invece è significata tanto, insomma, cerchi di fartene una ragione. Quando ci stai provando, viene a ricercarti, chiedendoti di tornare, ma solo per quel breve frangente, perchè “Ho bisogno di te, dopo puoi tornare alla tua decisione”.

Tu cosa fai? Ti incazzi, rimani ferma sulla tua posizione e lo sfanculi, oppure pensi a quello che hai voglia di fare, metti da parte l’orgoglio e ci provi, senza false illusioni? Ci ho pensato su molto, ho sentito diversi pareri contrastanti: chi mi diceva: “Io lo manderei a quel paese e s’attacca!”, chi invece: “L’importante è che tu sia serena, che quello che fai sia frutto di una tua decisione”.

Alla fine, ho deciso di tornare, perchè ho deciso di giocare la sua stessa carta: quella dell’opportunismo. Tu mi dici chiaramente che di me in sostanza te ne freghi, ma che ti torno comodo in quel frangente? Bene, lo stesso è per me: ho voglia di giocare, tu me ne offri la possibilità, senza stare in panchina, vengo, gioco e mi diverto, senza badare al risultato né ai sentimenti. Credo sia un po’ come due che finiscono di nuovo a letto dopo essersi lasciati: hai voglia di fare sesso, e con lui era un gran sesso, ci torni a letto, solo se sei convinta di non soffrire. Perchè se uno dei due è ancora coinvolto sentimentalmente, forse non conviene. Per me è stato così: mi sono divertita, senza sentirmi la responsabilità di nulla e alla fine, ero proprio serena.

Forse il segreto è proprio questo: vivere fregandosene, cogliendo solo le opportunità, senza farsi remore, e vivere il momento. Mi sono sentita dare della cogliona o guardare con compatimento, perchè “Non dovevi cedere, così gliela dai vinta”. Può darsi, ma ero felice, e se mentre lo stavi facendo, ti sentivi bene, eri felice e in pace con te stessa, allora non è stato un errore. Del resto, lo cantava anche il buon Raf: “Se hai amato era amore, non è mai un errore”. Sì, ok, forse però ad amare troppo e a rendersi sempre disponibili, sapendo di non essere corrisposti, è un attimo farsi male. E non possiamo dire che non ce l’avevano detto.

amore errori lasciarsi soffrire tornare insieme
by Francesca Favotto | no comment
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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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