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giugno 27, 2014

Lavorare in coppia? Si può!

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Coppia: lavorare o non lavorare insieme? Condividere tutto, anche un progetto, un mestiere, un’attività o tenere i due ambiti ben separati? L’annosa questione pare non trovare una risposta definitiva: c’è chi dice che è meglio di no, per evitare di dover litigare o avere incomprensioni che si trascinano poi anche in camera da letto e chi invece, è entusiasta di poter stare fianco a fianco tutto il giorno e condividere eventuali gioie o problemi.

Questo è il caso di Barbara Perrone, lifestyle blogger (Tec tangibiliemozionidicarta) & social media addicted, che insieme a Davide Tiezzi, travel blogger & soul photographer e suo compagno nella vita, ha lanciato il progetto “Travel&Swap”, un nuovo di fare vacanza basato sul baratto: l’anno scorso hanno fatto il giro della Malesia, barattando workshop di allestimento tavola e di furoshiki per tutti gli ospiti della struttura che aveva aderito allo swap, ma poi hanno deciso di aggiungere un vero e proprio supporto di comunicazione digitale in cambio di un soggiorno di una notte o di un servizio. Quest’anno la meta è stata Oslo e la Norvegia: attraverso l’hashtag #osloswap hanno condiviso con i loro follower le loro esperienze: dagli showcooking di cucina norvegese, alle interviste con artisti e artigiani locali, come il pianista-showman Aksel Kolstad, gli hotel manager di Thon Hotel e Vulcan Hotel, l’executive chef del Fru-K e non da ultimo l’insegnante di cucina norvegese Elise Bratteng Rønning, della Kulinarisk Akademi Mathallen.

Un progetto nuovo, frizzante, fresco, che lei promuove e porta avanti in simbiosi insieme al marito. Le abbiamo rivolto qualche domanda per conoscerli più da vicino e capire se è davvero possibile che passioni, lavoro e famiglia possano andare d’accordo.

Com’è lavorare con il proprio partner? “Io e Davide siamo compagni di vita, da sempre. Anzi, da una vita. Ci siamo incontrati nelle aule dell’università e da lì siamo cresciuti insieme. Per lavorare insieme bene, credo ci voglia un grande feeling, non basta essere in coppia da anni, bisogna sapersi ascoltare e mettersi sempre in discussione. Questo ci ha permesso di poterci fidare ciecamente dei gusti e giudizi dell’altro. Lavorare insieme sullo stesso progetto è un lavoro di squadra, un team building. Devi capire quando insistere e quando saper fare un passo indietro, ma credo che questo sia il gioco della vita e delle buone relazioni”.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di condividere tutto, anche questi progetti? “Il blog prima e il progetto “Travel & Swap” sono due grandi nostre passioni, quindi questo ci aiuta. Lavoriamo come una squadra, entrambi possiamo far tutto, fotografare, intervistare, scrivere, fare il lavoro di selezione e scelta di chi e cosa raccontare, ma ognuno di noi ha un talento che sfrutta alle finalità del progetto. Io per esempio, curo le pubbliche relazioni e scrivo, mentre lui fa la selezione e cura la parte fotografica. Uno svantaggio? Con questo progetto tra blog e travel, ci siamo giocati la possibilità di regalarci vacanze a sorpresa e qualche cena d’autore, come facevamo in passato! Andando in giro spesso per intervistare e fotografare, il tempo a disposizione per altri viaggi ‘di piacere’ diminuisce molto!”.

Voi vi siete amalgamati alla perfezione: tu blogger e creativa, lui fotografo. Come vi è venuta l’idea di Travel&swap? “L’idea è nata per caso due anni fa, quando decidemmo di proporre a delle strutture agrituristiche di charme in Toscana, dei miei workshop di furoshiki e un servizio fotografico di Davide in cambio di una notte di ospitalità. Da lì maturammo diverse riflessioni sulla natura delle relazioni umane e sulle necessità turistiche e un po’ per sfida, un po’ per gioco nacque nel settembre 2013 #malesiaswap per giungere a maggiodi quest’anno ad #osloswap. Tutto questo però, non sarebbe potuto accadere se non ci fosse stato il supporto e la fiducia reciproca. Oggi abbiamo all’attivo due edizioni e una credibilità a riguardo, e sembra tutto più facile, ma quando abbiamo iniziato tante sono state le non risposte. E lo sconforto era sempre lì in agguato! Se non ci fosse stato l’appoggio e l’incoraggiamento reciproco non saremmo qui a parlarne”.

Consigliereste ad altri di lavorare insieme, come fate voi? “Assolutamente sì, fatelo! Partite magari un passo per volta. Può essere una vacanza, una cena, un’attività sportiva di coppia, ma provateci. Si cambia atteggiamento. Quello che ho notato è che spesso tante incomprensioni nascono, perché non ascoltiamo oppure capiamo quello che noi vogliamo capire. Si inizia con il gioco e si cresce. Insieme”.

Come riuscite a conciliare tutto, casa e lavoro? “Semplicemente facendo le cose che amiamo. Noi adoriamo molto ricevere gli amici a casa, preparare delle cene in pieno mood ‘coccole di stile’ e passare le ore a chiacchierare. Quello che abbiamo imparato è che basta organizzarsi. Senza stress, ma con un minimo di pianificazione si fa tutto. Il mio segreto è preparare piatti che possono essere cotti con anticipo. Il freezer è un mio grande alleato, ma non per i surgelati presi al supermercato, eh!”.

Prossimo progetto di coppia? “Preparare la terza edizione di ‘Travel & Swap. Viaggiare con stile barattando’, in un posto in oriente, molto caro a Davide che dopo averlo visitato, ha dato origine a diverse amicizie e sinergie. Per scaramanzia, non aggiungo nulla perché nel pazzo mondo delle idee non convenzionali tutto può cambiare! Poi se riuscissimo a dar vita ad un libro fotografico non sarebbe male, ma qui passiamo dai sogni all’utopia pura!”.

Barbara e Davide

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by Francesca Favotto | 2 comments
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2 Comments

  1. Rossella says:

    A poca distanza dal mio vecchio comune di residenza c’è un luogo che viene ricordato sui libri di storia per la presenza di un importante sito archeologico “La grotta dell’angelo”, si tratta di una storia riconducibile al tema del pellegrinaggio in epoca medioevale, ma non è questo il punto. La cosa interessante è che il concetto di tradizione è assolutamente aperto dal momento che nella stessa provincia ci tradizioni che ti sfuggono e non fanno eccezione quelle relative al matrimonio. Secondo me per avere un’idea del significato del matrimonio bisognerebbe interessarsi a questo tipo di analisi di carattere antropologico. Infatti pare che in questo comune le spese del matrimonio siano completamente a carico della moglie: almeno secondo la tradizione, sono certa che adesso le cose non funzioneranno più in questo modo. Però l’intervista mi ha fatto pensare a questa storia… a parer mio non importa se si lavora insieme o ci si ritrova la sera a casa, l’importante è non vivere l’altro come un nostro collega e fare nostra l’idea dell’ospitalità. Mi piace leggere in questa storia il paradosso che vuole il marito ospite affinché nessuno dei due sia sottomesso all’altro. Quindi tornare a casa dovrebbe essere un po’ come quando si andava a fare visita ai nostri nonni e tutto ci sembrava più buono. Tua nonna si svegliava prima di te e andava a comprare dei dolci per consentirti di scegliere e tu non la vedevi come una cameriera, ma lei non si sentiva tale: questo potrebbe essere il segreto!
    Buon fine settimana 🙂

    12 anni ago · Rispondi
    1. Francesca Favotto says:

      Potrebbe essere un’ottima interpretazione… o soluzione, dipende dai punti di vista! 😉
      Un abbraccio

      12 anni ago · Rispondi

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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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