L’altra sera io e il mio fidanzato siamo stati invitati a casa di R. e P. per la consegna delle partecipazioni. Sì, una delle mie più care amiche d’infanzia si sposa tra qualche mese e sì, io avrò un altro matrimonio a cui partecipare e non posso che esserne più felice. R. ed io ci conosciamo da 24 anni ormai. All’asilo insieme, eravamo sempre pappa e ciccia, inseparabili. Non proprio dal carattere semplice, R. è una persona schietta, riservata, senza troppi giri di parole, che se non le vai bene come persona non ci mette troppo a fartelo capire, una che preferisce rimanere da sola che circondarsi di falsi amici. Entrare a far parte del suo cerchio della fiducia non era e non è tuttora facile. Eppure. Nonostante la vita ci abbia separato, perché portato su strade diverse sin dai tempi delle superiori, non ci siamo mai perse di vista, e a ogni abbraccio sento che l’affetto che ci unisce…
Posts by Francesca Favotto
Una storia semplice
Oggi vi racconto la storia di due innamorati, una storia semplice, senza troppi colpi di scena, ma esemplare. Si chiamavano Elisabetta e Serafino. Due nomi importanti, altisonanti, troppo per due ragazzi poveri, di estrazione contadina nel Veneto del secondo dopoguerra. Molto meglio Isetta e Ino. Nati entrambi agli inizi degli Anni Venti, abitavano in due paesini vicini nella campagna vicino a Vicenza. Conoscono da vicino gli anni del Fascismo, della guerra, la fame e la miseria, ma passano indenni attraverso le vicissitudini della Storia, traendone insegnamenti preziosi e avendo cura di ogni singola cicatrice lasciata sul loro cuore. Gli anni passano, gli incubi della guerra sembrano lontani ormai, l’Italia si sta lentamente riprendendo… Anche la vita di Isetta trascorre serena, tra i lavori nei campi e l’aiuto in casa, con la sua mamma e i suoi due fratelli. Finchè un giorno, per caso, i suoi occhi si incrociano con quelli di Ino… Ha solo un anno in più, ma sembra…
Un amore a prova di test
Ho fatto il test “Cosa ti aspetti dal matrimonio?” qui su style.it. Sai che novità, ci fosse un test che non faccia! Su ogni rivista, in ogni sito, ovunque io trovi un test, mi armo di carta e penna – in casi più disperati ho obbligato mia sorella a tirar fuori il cellulare e a segnare le mie risposte – e rispondo a ogni domanda, in cerca di chissà quale risposta, come se il risultato fosse un oracolo o la sfera magica di una veggente. Salvo poi rimanerci male, se non corrispondeva alle mie aspettative o a quella che secondo me, era la verità. Vabbè. “Cosa ti aspetti dal matrimonio?” è il titolo in questione. Intanto, mi aspetto IL matrimonio. Dopo quasi dieci anni di onorata carriera come compagna/amante/amica/fidanzata/all’occorrenza segretaria o balia del mio compagno, penso di meritarmi un posto d’onore al suo fianco. Ogni mattina, al mio risveglio, e ogni sera, quando vado a dormire, penso a quanto sarebbe…
Un foglio bianco
Foglio a quadretti. Era questo che mi fregava, il quadretto. Piccolo o grande che fosse, rappresentava sempre una minaccia. Per me, il mio equilibrio mentale e la mia media. Non so voi, ma per me era sempre una nuova sfida, una lotta con il mio cervello a vedere chi era il più forte. Potevo stare lì ore a studiare, capire le formule, fare esercizi, ma poi durante la verifica, il foglio a quadretti mi faceva salire un’ansia che non vi dico. Del resto, mi ripetevo sempre, come un mantra, “La matematica non sarà mai il mio mestiere”, come cantava Venditti in ‘Notte prima degli esami’. E avevo ragione. Il mio destino era tutto racchiuso in un foglio a righe. Pedissequamente piegato a tre quarti, la parte più piccola riservata alle correzioni in rosso. E per fortuna, ce n’erano sempre poche. Mi piaceva scrivere. Tanto, tantissimo. Ho imparato a leggere all’età di quattro anni, troppo curiosa di sapere cosa si celava…