“E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale e io, avrò cura di te”.
Questa settimana non è successo niente di particolare, ma c’è stato un momento in cui sono stata particolarmente felice, in cui mi sono sentita bene, e non facendo nulla di eclatante. Il mio moroso questo weekend si è preso la febbre: niente di grave, un raffreddore con conseguente tosse, un po’ trascurati e mai curati, ma visti i suoi trascorsi con la salute e visto che è un uomo, e gli uomini, si sa, che quando sono malatini, pare che crolli il mondo, era un po’ giù. Avendo molta tosse e pure la febbre alta, avevamo deciso di non vederci, per lasciarlo tranquillo e per non infettarmi. Ma sentendolo così giù, e mancandomi molto, e pensando che quando vivremo insieme, dovrò comunque viverci accanto e non potrò metterlo in quarantena, allora ho deciso di fargli una sorpresa e di presentarmi a casa sua, anche solo per dargli un bacino. Non vi dico la sua faccia quando mi ha visto: il sorriso gli si è allargato a dismisura, si è tirato su dal divano e ha ritrovato anche l’appetito. E tutto questo solo per avermi vista mezz’oretta!
Non è stato molto, ma quel momento insieme ha reso felice anche me: vederlo più sereno, tranquillo, sorridente ha fatto stare meglio anche me. Ed è bastato così poco! E non era la prima volta: che sia per un’influenza o per un problema più grave di salute (come ci è capitato di affrontarne), l’effetto che può avere la visita o del tempo passato insieme a chi ami può fare la differenza tra sconfiggere la malattia oppure no, tra rimanere aggrappati alla vita o smettere di lottare. Mi sono ricordata di tutte le volte che sono andata all’ospedale a trovarlo e di come ogni volta, la mia presenza lo aiutava a riprendere le forze e ad andare avanti.
Ieri, chiamandomi, mi dice: “Oggi mi sento molto meglio, merito della tua visita ieri”. Non so se sia davvero così, quello che so è che spesso chi si lascia andare – nella malattia come nella vita – è perchè non ha più niente o nessuno per cui lottare. Perciò, se abbiamo accanto qualcuno che soffre, qualcuno che sta male, non perdiamo occasione per stargli a fianco, per fargli sapere che ci siamo e che gli siamo vicino: lui ne beneficerà, e anche voi vi sentirete meglio, nonostante la paura, nonostante a volte si pensi di non farcela.
Perchè non c’è nulla di più difficile che prendersi cura dell’altro: significa avere forza anche per lui e dimostrargli davvero quanto lo amiamo. Però, come diceva il medico Patch Adams: “Quando si cura la malattia si può vincere o perdere, quando si cura la persona si vince sempre!”. Forse allora ne vale la pena. Sempre, qualunque sia l’esito.

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