Negli ultimi 10 anni ho intervistato centinaia di persone: medici, scienziati, attori, conduttrici, vip, scrittori, cantanti… Ma l’intervista che dovevo fare in questi giorni mi ha messo agitazione come nessun’altra, tant’è che l’ho rimandata fino a quando non ho più potuto farlo.
Così stamattina ho fatto l’intervista più importante della mia vita. L’ho intervistato. Ho intervistato Matteo. Uno di fronte all’altro, io facevo le domande, lui mi ha dato delle risposte, che altro non han fatto che sollevare in me nuovi interrogativi.
È incredibile come dopo 18 anni insieme, non abbiamo ancora esaurito le domande da farci e siamo ancora curiosi di conoscerci meglio. Più che un’intervista, ne è nato un dialogo maieutico.
Qui uno stralcio, che mi ha toccato nel profondo: “Oggi vivo la mia vita più serenamente: paradossalmente, ora che la malattia sta bruciando il mio lumicino più velocemente, sento di avere ancora più tempo di quanto ne avessi prima, perché vivo meno affannosamente nel tentare di dimostrare al mondo il mio valore. In questi anni, ho capito che al mondo non frega nulla del tuo valore, quindi ciò che conta è dimostrarlo a se stessi”.
In me queste parole hanno già smosso la terra e piantato un nuovo seme. Spero lo possano fare anche con voi.

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