L’amore ancora non ho ben capito che cos’è. Credo assomigli a lui, che tornato a casa dopo una giornata all’ospedale, si mette a cucinare il suo piatto forte, e ti regala un sorriso gigante e pieno di soddisfazione, guardandoti riempire la terza ciotola. Un po’ come quando da piccola guardavi tuo nonno abbrustolire la polenta sulla stufa e dartela per merenda o come quando si metteva a fare il minestrone per tutta la famiglia, che sobbolliva per non so quante ore e tu rientravi da scuola e in casa sentivi quell’odore di verdura e amore. Sì, credo che l’amore somigli proprio a questo.…
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Scelta per la vita
Un anello può essere un semplice anello. Ma non nella nostra cultura. Per noi significa unione, legame, scelta. Domenica a pranzo mi è stato donato un anello. Un anello speciale. Non per il valore materiale che ha – oro, zirconi e zaffiro -, ma per l’affetto e i ricordi che conserva. “Tienilo tu, ci tengo. Alla fine ti voleva bene come a una nipote ed era così felice che tu fossi al fianco del suo Matteo”. Me lo ricordo al dito della nonna Giuanina. Accenno un sorriso. “Lo accetto volentieri, ma prima chiedo a Matteo se vuole tenerlo lui”. So quanto fosse attaccato a sua nonna, quanto sia geloso degli oggetti cui è affezionato. Torno a casa e glielo mostro: “Lo vuoi tenere tu? Tua mamma l’ha donato a me, ma so quanto contino per te queste cose”. Lo guarda, lo scruta da vicino e gli occhi gli si bagnano di lacrime. “No, tienilo tu”. E me lo infila al…
Questione di attimi
Esistono degli attimi più attimi di altri. L’attimo in cui ci si scontra con un’altra macchina, in cui si ricevono brutte notizie dal medico, in cui si muore. A cosa si pensa in quegli attimi? Lester Burnham rivide la sua giovinezza, il viale alberato di casa sua, sua moglie. Ai genitori capita lo stesso, dicono: e se mi succede qualcosa, chi penserà ai miei figli? L’altra sera mi sono accartocciata sulla mia caviglia, niente di grave. Ma ero in ansia: la casa da mandare avanti, la malattia che non c’è, Teo che non sta bene e che non può prendersi cura anche di me. Teo. Ho sentito un dolore dentro, l’ansia salire, il respiro farsi corto. La caviglia non c’entrava nulla, della caviglia non mi fregava niente. Era il senso di colpa di non poter più aiutare, ma di dover essere aiutata. Io che ho sempre odiato le stampelle – emotive e materiali -, ora mi ritrovo a dover dipendere…
Il mio sole
Lasciate che vi racconti una storia. Ieri a Milano e dintorni era una giornata davvero uggiosa, pioggia e vento, fuori e dentro. Un freddo che nemmeno a dicembre. Teo stranamente era su di morale, fino a ieri sera, poco prima di andare a letto. “Che c’è?”. “Sono agitato”. “Nooo, come mai?”. “Pensieri brutti”. Maltempo, fuori e dentro, dicevo. Stamattina, come sempre, mi sono svegliata di buon’ora, ho fatto colazione, ho lavato i piatti e rassettato la cucina, la mia routine di meditazione prima di cominciare a lavorare. Lavo i piatti e penso, o meglio non penso. Fuori c’era un bel sole, inaspettatamente. Le previsioni si sono sbagliate stavolta, pensai. Avevo paura di come si sarebbe svegliato Teo, se fossi stata in grado di tirargli su il morale, oggi. Mentre sono assorta nel lavoro, sento tirar su la tapparella della camera, poi quella del suo studio. Poi, lo sento camminare veloce verso il mio studio: “Ecco che ora mi cazzia perché…
Ikigai
Voi lo sapete cos’è l’ikigai? Ikigai è una parola giapponese che vuol dire “un motivo per cui vale la pena vivere”, “un motivo per cui svegliarsi la mattina con il sorriso”. Questa filosofia giapponese sostiene che se uno lo trova, può vivere anche più a lungo perché felice di esserci. Il mio ikigai credevo di averlo trovato: per me è scrivere. Scrivere è come l’aria, come l’ossigeno che respiro: potrei farlo sempre, in continuazione, senza nemmeno pensarci. Come il polmone lavora in silenzio e mantiene in vita il mio corpo, così la penna nella mia mano mantiene in vita il mio spirito. Io scrivo per vivere ed è proprio questo che ultimamente offusca il mio ikigai: la mail di lamentela, il cliente che non paga, le richieste assurde su pezzi già approvati… È un attimo svegliarsi la mattina e avere voglia di rimanere a letto, per non pensare. Ma poi, arriva un suo messaggio, una telefonata: è felice, sta scrivendo…
Ricordati di non dimenticare
Ieri era San Valentino. E non mi sono nemmeno accorta che lo fosse. Niente puzza sotto al naso, io amo festeggiare l’amore e ogni occasione che me lo ricorda è la benvenuta. Ma sono giorni che non va. Tante le cose che si accumulano, tante le cose da fare, gli scazzi sul lavoro, i clienti che non rispondono, altri che non pagano, la salute che gioca qualche scherzo. Il morale era sotto i piedi e San Valentino è passato in secondo piano. Fino a ieri sera. “Che hai?”. “Niente, mi fa male il cuore. Ho uno scompensino…”. “Uh, e quindi? E se muori?”, prendendolo in giro. “Mi dispiacerebbe. Ho vissuto tutto questo tempo, ho fatto tutto questo, solo per essere qui, con te”. Così all’improvviso, mi sono ricordata di San Valentino in extremis. Che poi San Valentino sono le cose che davvero contano, nient’altro. Che stupida a essermene dimenticata.…
Infinito
“Sempre e per sempre tu ricordati, dovunque sei, se mi cercherai, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai”. Francesco De Gregori È successo una mattina di gennaio. Non era il primo che avevo in mente. L’unico che avrei voluto fare, lo farò, a momento debito. Questo è capitato, ma non è fatto a caso. Un regalo per il mio compleanno, un regalo che alla fine ho fatto io. Perché non ero convinta, ma sono convinta dell’amore che provo per lei; che alla fine vederla felice mi rende felice. Che forse la sorellanza è proprio questo. Che forse il senso di tutto ciò che si fa dev’essere questo. Nel mio cuore ci sarà sempre e solo spazio per pochissime persone, e lei è una di queste. Così sarà sulla mia pelle. Che forse, nonostante tutte le delusioni, le cazzate, i rimpianti e i rimorsi, certi amori valgono la pena di esistere. Per sempre.…
Vita ai giorni, giorni alla vita
E così un altro anno è passato. E io che non ho mai amato festeggiare il mio compleanno, mi ritrovo ad amare di festeggiare il tuo. Perché è una conquista, un dono vero, un miracolo. Proprio l’altro giorno mi hai detto: “Con tutto quello che può succedere, cascasse il mondo, ma io il mio compleanno lo voglio celebrare, perché so solo io la fatica che faccio ogni giorno per arrivare a mettere un’altra candelina sulla torta!”. Si fa fatica a stare al mondo, è vero, Amore mio, ma tu hai il dono raro di farmi dimenticare di tutto: dei sacrifici, del sudore, delle lacrime, della paura che tutto possa finire da un momento all’altro. Ho scorso le tue foto in cerca di quella giusta da abbinare a questo testo e ho scoperto qual è il tuo superpotere: non ce n’è una in cui non sorridi. Anche in quelle dietro le quali si celavano momenti di sconforto e stanchezza, tu guardavi…
Assenza = presenza
“Ogni aereo, ogni macchina fotografica sono desideri che non sono stati concessi. A cosa è servito?”. Mogwai – Take me somewhere nice Erano anni che non avevo più i nonni. Un’assenza che si fa presenza. Ma avevo te, che mi amavi come fossi nipote tua. Ora anche tu hai deciso di incamminarti nel viaggio più lungo, tu che non camminavi più da tempo ormai. E ci lasci orfani di sorrisi accennati, di verità mai nascoste, del tuo carattere fintamente burbero. Teo mi diceva sempre che ci somigliavamo molto: schiette, veraci, a volte grossolane, ma mai capaci di mentire. E per questo mi volevi bene: perché amo Teo quanto lo amavi tu. Lo terrò da conto, come mi chiedevi sempre tu, puoi contarci. Ma anche tu dacci un occhio e continua a tifare Juve per lui, anche se di fianco a quell’interistaccio del nonno sarà più dura. Il rimpianto di non aver potuto condividere gioie più grandi ci sarà sempre,…
#StartUpMonAmour – Lorenza Verney, dalla Liguria con amore
Eccoci con la quinta puntata del progetto “Startup Mon Amour”, il viaggio alla scoperta di realtà innovative legate al mondo del wedding, ideato da #giovaniconlapiva. Questa volta la nostra #consulenteatipica Carolina è andata alla scoperta, anzi alla riscoperta, di una nostra amica, che abbiamo già ospitato qui a giugno dell’anno scorso: lei è Lorenza Verney, socia fondatrice della cooperativa Solo Donne, che oggi si propone in una nuova veste: Lorenza Verney Wedding Planner & Event Planner! Ecco cosa abbiamo scoperto durante la loro chiacchierata… Quando hai capito che volevi diventare una event planner? “Quasi per scherzo ho iniziato a occuparmi di eventi, tutto è iniziato improvvisamente, dopo il sogno fatto una notte. Ero a una festa con tante persone che ridevano e gioivano… In quel momento avevo reso felici tutti loro! Provengo da una famiglia di stilisti, nel mio sangue scorre creatività e fantasia… A quasi quarant’anni ho capito che il mio scopo è portare nella realtà il vostro sogno…