Sono uscita dalla sala profondamente turbata. Ammutolita. Sconquassata. Volevo piangere, ma non ci sono riuscita. Come quando attraversi un dolore troppo forte. Come quando attraversi un lutto. Ho avuto il magone per gran parte del tempo. Quando lo prendevano a calci, quando si prendevano gioco della sua ingenuità, quando nonostante tutto provava a credere ancora nel sorriso, nella speranza. È solo un film, il personaggio è appunto un personaggio, dei fumetti tuttalpiù. Eppure non riuscivo a non pensare a quanti vivono ai margini, reietti e derisi dalla società, spezzati e poi gettati, cui non resta che rimanere aggrappati alla propria dignità, e spesso viene tolta pure quella. Al punto che, non avendo più niente da perdere, non gli resta che provare a farsi giustizia da sé. Un film è solo un film, tutto resta circoscritto al grande schermo. Ma quando ti lascia un interrogativo che non ti dà pace, allora ha fatto un buon lavoro. Quante volte con un mio…
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Le cose che contano davvero
Si può essere tristi per una cosa bella? A me è capitato oggi. Dopo l’ennesima visita in cui Teo deve fare l’ennesimo controllo, anche se per un nonnulla, sono crollata. L’altro giorno ho ritirato le mie analisi del sangue: valori tutti perfetti. Ma non sono riuscita a gioirne. E non capivo il motivo. Oggi la rivelazione: come si può essere felici quando chi ami non sta bene? È come sentirsi in colpa per una colpa che non si ha. Oggi a pranzo tra le lacrime ho esclamato di getto: “Vuoi un po’ della mia salute?”. E Teo: “Sì”. E gliela darei davvero, se potessi, perché sarebbe per lui il regalo più prezioso. Abbiate cura di voi stessi e della vostra felicità: senza retorica, la salute è davvero tutto ciò che conta. Perché se state bene riuscite a godervi anche le più piccole cose, come un pomeriggio di sole in un prato con due monelle pelose e Bambi.…
Ella & John
Avete mai provato a immaginarvi senza accanto la persona che amate? Probabilmente no. Si sta insieme, ci si sposa, si progetta un futuro proprio con la prospettiva dell’immortalità, come se in due si potesse sconfiggere la morte o quantomeno questa potesse arrivare in là negli anni. Da giovani mai si arriva a pensare: cosa farei se lui non ci fosse più? Ebbene, ieri sera ho visto per la seconda volta il film “Ella & John”, la storia di una coppia di quasi ottantenni che parte per un viaggio in camper, il loro ultimo viaggio insieme. Lui – malato di Alzheimer – ha il fisico, lei – malata di cancro – ha la testa: in due si completano, ora proprio letteralmente. L’uno senza l’altro son perduti, e non solo fisicamente. L’uno senza l’altra non potrebbero esistere. Ho pianto, e tanto. Perché sebbene abbia 50 anni di meno dei protagonisti conosco bene quell’ineluttabile sensazione di fine e di abbandono, se l’altro non…
Fiore d’acciaio
Non sono la persona forte che tutti credono che sia. O almeno, non sempre. Nascondo così bene le mie fragilità che le mie richieste d’aiuto vengono prese sotto gamba, spazzate via da una risata o da una cazzata. Così diventano profondi abissi di tristezza dalla quale fatico a riemergere, perché peggio del non chiedere aiuto vi è solo un sos ignorato o sminuito. Domani è settembre, il mio mese preferito, il mio vero capodanno. Di solito, lo accoglievo con molto entusiasmo e tanti buoni propositi. Quest’anno i giorni che l’hanno preceduto sono stati carichi di riflessioni, pensieri e prese di coscienza. Non ho l’allegria né la cieca fiducia di un tempo, ma ho la consapevolezza. Mi sono vista allo specchio e non mi sono piaciuta, sono appesantita nel corpo e nell’anima. Così ho iniziato ad alleggerirmi: inanellando delusioni ho cominciato a fare piazza pulita. Via relazioni finite, via conversazioni sterili, via false aspettative. Ora il mio cuore è un parcheggio…
Come una libellula
Per i nativi americani la libellula era simbolo di trasformazione dopo un cambiamento. Mentre per i samurai la libellula era simbolo di vittoria sul nemico, di forza e di coraggio, tanto da incidersela sull’elmo. Stasera questa libellula ci ronzava intorno insistentemente, tanto da posarsi prima sulla mia spalla, poi su quella di Teo, dove se ne è stata un bel po’. “Tu pensi che un uomo possa cambiare il suo destino?”, chiede Katsumoto. “Io penso che un uomo fa ciò che può finché il suo destino si rivela”, risponde il capitano Algren. Cambiamento, trasformazione e vittoria. Ecco quale sarà il tuo, il nostro destino.…
Le giuste priorità
Quanto spesso diamo priorità a cose che non la meritano? Quanto spesso ci preoccupiamo per persone che non lo meritano? Io tantissimo. Ma sto imparando a smetterla. Davo per scontato sentimenti che invece non lo erano, e così anche le persone che li provavano, cercando di far felice chi invece è felice anche senza di me. Ma sto imparando a capire che anche chi c’è sempre ha la sua importanza, ché non è perché c’è sempre che allora può essere accantonato per felicità più effimere. Ché non è perché chi c’è sempre non lamenta la tua assenza che allora può essere dimenticato. Sto imparando che chi c’è sempre deve esserci sempre di più nella mia vita. Che tutto il resto viene dopo. Che noi siamo la priorità. Soprattutto quando chi ami trema di paura e chiede solo che ti addormenti sul suo petto per calmarlo un po’.…
Come musica
Avete mai sentito suonare da solo un basso? Note profonde, perforanti, apparentemente senza tonalità. E il violino? Grazioso, per carità, ma stridente. Persino la chitarra da sola perde di fascino. Ma se li unisci tutti insieme, si raggiunge la pienezza, tutto ha più senso. Sabato ho assistito al concerto estivo dell’Ente Filarmonico di Guidizzolo: una raccolta delle colonne sonore più belle di sempre, magistralmente eseguite da un’orchestra sinfonica di 90 elementi, accompagnati da soprano, coro giovanile e coro gospel. In alcuni passaggi ho faticato a trattenere le lacrime: per i ricordi, per le emozioni, per le evocazioni, per la musica nell’insieme. È incredibile come ogni strumento suoni per sé, ma in realtà va a perfezionare la melodia, e in alcune parti suona uno e un istante dopo, quello strumento si fa da parte per lasciare spazio a un altro. Così è nella vita: da soli suoniamo certo, ma la melodia non sarà mai così bella, perfetta ed emozionante come quando…
Non temo il futuro
“Non ti preoccupare”. Me lo dici talmente spesso che comincio a crederci. Non ti preoccupare se arriviamo tardi, prendiamo un taxi. Non ti preoccupare se lavori di meno, ci sono i nostri progetti. Non ti preoccupare per questa settimana di vacanza, tornerai più carica. Non ti preoccupare se sto male, guarirò. Io abituata da sempre a preoccuparmi per tutto e per tutti, non ero abituata a qualcuno che lo facesse per me. “Siete voi la coppia in viaggio di nozze?”, “Siete proprio belli insieme, belli da vedere”, “Ve lo dico col cuore: siete proprio affiatati, continuate così”: non mi stupisce che ce lo abbiano detto in questi giorni. Mi stupisce il tuo continuo lavoro di cuore quotidiano per insegnarmi a vedere le soluzioni e non i problemi. Per insegnarmi a essere felice. E così essere felici insieme. Per la prima volta nella mia vita, non temo il futuro. Quasi non mi riconosco più. E questo forse è il senso del…
La costruzione di un amore
“La costruzione di un amore | Spezza le vene delle mani | Mescola il sangue col sudore | Se te ne rimane | La costruzione di un amore | Non ripaga del dolore | È come un altare di sabbia | In riva al mare”. L’attrice sul palco interpreta questa canzone che Ivano Fossati regalò a Mimì, il quale nonostante si sforzasse di spiegare che no, non parlava del loro amore, invece sì, dentro c’erano loro. E io piango, perché dentro ci siamo anche noi. 36 ore prima, interno giorno. La mia ex collega mi chiede: “E quando vi sposate?”. Io: “Ah, bisogna chiedere a lui. Fosse per me…”. “Be’, sei brava a non impuntarti e a non pretenderlo…”. “E una volta che mi impunto e mi metto di traverso, che cambia?”. “Be’, ma è un tuo desiderio!”. Già, è un mio desiderio… “E a ogni piano c’è un sorriso | Per ogni inverno da passare | A ogni piano…
La felicità della semplicità
Tanti pensano che la felicità stia a km di distanza. Che se non sono felici è perché non hanno la felicità a portata di mano. Ebbene, l’altro giorno avevo il cuore che mi scoppiava di gioia, tanto da pensare di aver vissuto la giornata perfetta. Nonostante fosse lunedì, nonostante mi sia svegliata prestissimo. Siamo andati in un liceo a parlare con degli adolescenti pieni di sogni, poi giretto nel centro di una delle mie cittadine del cuore, poi abbiamo comprato il regalo a una delle nostre più care amiche. Poi, due spaghi lungo il Naviglio, una passeggiata in mezzo alla natura, l’avvistamento di uno scoiattolo e una papera che provava a difendere il suo stagno, morsicando il calcagno di Teo. Tante risate e il sorriso di Teo, che mi ha riempito il cuore. Ero felice, a soli 5 km da casa. Perché avevo con me tutto il necessario per esserlo.…