“Le campagne in fiamme I primi baci Gli atti di dolore I panni stesi ad asciugare al sole Lo stretto necessario”. Levante descrive così lo stretto necessario. Io restringo ancora di più il campo. Tu.…
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Un cuore a quattro piazze
“Quando ci siamo messi insieme, sapevo già che saresti stata per sempre”. “Io non voglio semplicemente curarmi, io voglio guarire”. Teo non è mai stato uomo da mezze misure, o tutto o niente. Quando lui fa una cosa, decide una cosa, sceglie una cosa, punta sempre al massimo. All in, direbbero a poker. Lui scommette tutto, mette in gioco tutte le sue speranze e le sue aspettative, ma non resta ad aspettare, no. Fa in modo che le cose succedano. E poi vadano bene. E quasi sempre vanno come dice lui. È una sorta di lucida follia, dove tutto sembra in balia del caso, ma no, tutto è calcolato. Sebbene poi deciso, cogliendo l’attimo. Così è stato l’altro giorno. Siamo partiti per un weekend di lavoro, siamo tornati con il cuore allargato. “Me le dia tutte e due. O due o niente”. E così, ecco che la nostra famiglia è diventato un cuore a quattro piazze: con noi ora ci…
Le giuste priorità
Quanto spesso diamo priorità a cose che non la meritano? Quanto spesso ci preoccupiamo per persone che non lo meritano? Io tantissimo. Ma sto imparando a smetterla. Davo per scontato sentimenti che invece non lo erano, e così anche le persone che li provavano, cercando di far felice chi invece è felice anche senza di me. Ma sto imparando a capire che anche chi c’è sempre ha la sua importanza, ché non è perché c’è sempre che allora può essere accantonato per felicità più effimere. Ché non è perché chi c’è sempre non lamenta la tua assenza che allora può essere dimenticato. Sto imparando che chi c’è sempre deve esserci sempre di più nella mia vita. Che tutto il resto viene dopo. Che noi siamo la priorità. Soprattutto quando chi ami trema di paura e chiede solo che ti addormenti sul suo petto per calmarlo un po’.…
Come musica
Avete mai sentito suonare da solo un basso? Note profonde, perforanti, apparentemente senza tonalità. E il violino? Grazioso, per carità, ma stridente. Persino la chitarra da sola perde di fascino. Ma se li unisci tutti insieme, si raggiunge la pienezza, tutto ha più senso. Sabato ho assistito al concerto estivo dell’Ente Filarmonico di Guidizzolo: una raccolta delle colonne sonore più belle di sempre, magistralmente eseguite da un’orchestra sinfonica di 90 elementi, accompagnati da soprano, coro giovanile e coro gospel. In alcuni passaggi ho faticato a trattenere le lacrime: per i ricordi, per le emozioni, per le evocazioni, per la musica nell’insieme. È incredibile come ogni strumento suoni per sé, ma in realtà va a perfezionare la melodia, e in alcune parti suona uno e un istante dopo, quello strumento si fa da parte per lasciare spazio a un altro. Così è nella vita: da soli suoniamo certo, ma la melodia non sarà mai così bella, perfetta ed emozionante come quando…
Non temo il futuro
“Non ti preoccupare”. Me lo dici talmente spesso che comincio a crederci. Non ti preoccupare se arriviamo tardi, prendiamo un taxi. Non ti preoccupare se lavori di meno, ci sono i nostri progetti. Non ti preoccupare per questa settimana di vacanza, tornerai più carica. Non ti preoccupare se sto male, guarirò. Io abituata da sempre a preoccuparmi per tutto e per tutti, non ero abituata a qualcuno che lo facesse per me. “Siete voi la coppia in viaggio di nozze?”, “Siete proprio belli insieme, belli da vedere”, “Ve lo dico col cuore: siete proprio affiatati, continuate così”: non mi stupisce che ce lo abbiano detto in questi giorni. Mi stupisce il tuo continuo lavoro di cuore quotidiano per insegnarmi a vedere le soluzioni e non i problemi. Per insegnarmi a essere felice. E così essere felici insieme. Per la prima volta nella mia vita, non temo il futuro. Quasi non mi riconosco più. E questo forse è il senso del…
Ogni giorno è buono per festeggiare
“Hai già messo su i ceci?”. “Sì, adesso adesso. Perché?”. “Avevo voglia di uscire a pranzo. Andiamo al Punto felice?”. “Bella idea”. “Ho voglia di festeggiare, anche se non so bene cosa”. “Festeggiamo i nostri progetti, il mio contratto, il tuo sorriso, la tua bellezza, la primavera, la nostra vita insieme, il sole, la felicità. Il nostro amore”. “Giusto, andiamo”. “Ti amo”. “Ti amo”.…
La costruzione di un amore
“La costruzione di un amore | Spezza le vene delle mani | Mescola il sangue col sudore | Se te ne rimane | La costruzione di un amore | Non ripaga del dolore | È come un altare di sabbia | In riva al mare”. L’attrice sul palco interpreta questa canzone che Ivano Fossati regalò a Mimì, il quale nonostante si sforzasse di spiegare che no, non parlava del loro amore, invece sì, dentro c’erano loro. E io piango, perché dentro ci siamo anche noi. 36 ore prima, interno giorno. La mia ex collega mi chiede: “E quando vi sposate?”. Io: “Ah, bisogna chiedere a lui. Fosse per me…”. “Be’, sei brava a non impuntarti e a non pretenderlo…”. “E una volta che mi impunto e mi metto di traverso, che cambia?”. “Be’, ma è un tuo desiderio!”. Già, è un mio desiderio… “E a ogni piano c’è un sorriso | Per ogni inverno da passare | A ogni piano…
Come sul ring
La malattia non è poi così diversa dal salire sul ring: sai che quando sarai lì sopra, dovrai darne tante quante ne riceverai, se non vuoi soccombere. Sai che arriverai a un certo punto che implorerai che l’avversario ti colpisca lì dove non sentirai più dolore. Sai che ti fanno più male le lacrime di chi ti ama invece dei colpi dell’avversario. Sai che se abbassi la guardia muori, ma anche che difenderti richiede un’energia che non hai più. Sai che sarebbe infinitamente più semplice lasciarsi cadere a terra, ma che rimanere in piedi è tutto ciò che conta. Sai che non importa quanti facciano il tifo per te, in combattimento ci vai da solo. Sai anche che a un certo punto la tua ostinazione a voler lottare non verrà più compresa da chi ti ama. Ma sai anche che “fare un altro round quando pensi di non farcela, è una cosa che può cambiare tutta la tua vita”. Sul…
Il senso della vita
La cosa che tutti notano e che salta di più all’occhio durante le presentazioni di Teo è il suo sorriso, caldo, onnipresente e insolito. L’altro giorno durante la presentazione a Verona la nostra amica Marianna gli ha ricordato una cosa che gli dissi io qualche tempo fa: “Tu ti sei salvato così tante volte che nemmeno te ne rendi conto”. Lui si è emozionato, poi ha proseguito: “Anni fa, a un corso di scrittura creativa, la prof ci raccontò di uno scrittore fallito, che non aveva venduto nemmeno una copia del suo romanzo. Lui però era felice perché quel romanzo piaceva a sua moglie. Ebbene, tutti i miei compagni di corso, compresa la prof, schernivano quello scrittore, ma io mi sentivo l’unico dalla sua parte, l’unico in grado di capirlo, perché anche io come lui faccio tutto per la donna che amo: se piace a lei ciò che faccio, io sono felice e appagato“. Poi, mi ha guardato e ha…
Come una madre ama un figlio
Lo amo come una madre ama un figlio. Guardandolo negli occhi, per capire se sta bene. Trattenendo il respiro, per non fare rumore. Rimanendo immobile, se la paura attanaglia. Controllando se respira, mentre i sogni lo cullano. Tenendo sempre accesa la speranza, anche quando la notte si fa più oscura. Cercando di non vacillare, anche quando l’equilibrio si fa precario. Piangendo sotto la doccia, lì dove nessuno mi può sentire. Dimenticandomi di esistere, perché lui viene prima di ogni cosa. Lo amo davvero come una madre ama un figlio. E non so dire se sia bene o sia male. Ma lo amo. E questo al momento è tutto ciò che conosco di me stessa.…