Voi sapreste quantificare l’amore? Sapreste dire quanto è giusto, quanto bisogna amare? Alcuni sostengono che il vero amore sia quello totalizzante di una madre, pronta a dare la vita per i suoi figli. Poi venne colui che ci amò sopra ogni cosa, “dando la vita per i propri amici” e invitandoci ad amare sino alla fine. Io mi chiedo se potrei amarti più di così, ci sono giorni in cui mi sembra di essere inutile, di non fare abbastanza, e alcune volte credo sia proprio così. Ma poi succede che la vita ti mette di fronte alla difficoltà, all’emergenza, al pericolo. E anche stavolta non c’è stato un secondo in cui io non abbia pensato prima alla tua vita che alla mia. Perché so che salvando te, salvo anche me stessa. Perché l’amore – quello incommensurabile – salverà entrambi.…
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La costruzione di un amore
Se voi sapeste che state per perdere qualcosa o qualcuno, come impieghereste il tempo che vi rimane? Ecco, io vivo con la costante paura di non arrivare al prossimo San Valentino, insieme. Non perdete tempo a denigrare, a criticare, a ripudiare: impiegate questi minuti per celebrare l’Amore. Baciando i vostri figli, cucinando, piantando un fiore. Facendolo. E non dite: va festeggiato tutti i giorni, l’Amore. Questa è l’ovvietà più ovvia di tutti, ma ho come l’impressione che non sareste capaci di dare un bacio nemmeno a comando, voi paladini dell’amore ogni giorno. Costruite l’amore, fatelo. Ci vuole tempo, e forse un giorno potreste svegliarvi senza avercelo più. Perciò, celebratelo. E ringraziate San Valentino, che vi fa il favore di ricordarvelo.…
Al mio yogurt
Estate 2006. “Mi spiace, ma se non lo operate subito, non supera le due settimane. E dopo comunque non è detto che vada avanti per molto”. Capodanno 2008. “Dev’essere operato d’urgenza. Ai 30 anni? Non sappiamo se arriverà…”. Primavera 2013. “Non so se arriverai ai 50 anni, noi ci proviamo”. È una vita che ti marchiano a fuoco con la data di scadenza, nemmeno fossi uno yogurt. È una vita che mandi a fanculo come il peggiore dei rompicoglioni tutti i pronostici. Ai 30 non ci dovevi arrivare, siamo quasi ai 40. Non so cosa ci riserverà il futuro, ma so cosa mi ha insegnato il passato: a me che non amo festeggiare il mio compleanno, mi hai insegnato invece che ogni anno conquistato è un anno di vita in più. Non so se ai 50 ci arriveremo – ma a dirla tutta, non so nemmeno se ci arriverò io -, però so che non ho più paura di morire,…
Le coppie felici
Non è vero che le coppie felici sono quelle che non discutono o che non desiderano mai separarsi. Sono quelle che un giorno sì e l’altro anche vogliono mandarsi a quel paese. Ma poi gli basta guardare l’altro di soppiatto, seguire i suoi occhi tesi verso l’infinito per innamorarsi di nuovo.…
Se stai male tu, sto male io
Quando sta male chi ami, tremi. Quando sta male chi ami, sapendo che già sta male, lontano da casa, in un Paese in cui sei straniero, muori. Letteralmente. Ieri non è stata una buona giornata. Teo non è stato per niente bene, così ci siamo dovuti fermare una notte in più in un posto che da paradiso si è presto trasformato in inferno. Perché quando sei in vacanza e va tutto bene, essere tra le montagne a respirare aria pulita ti sembra la cosa più bella, ma quando stai male e hai bisogno di aiuto, essere a 50 minuti di tornanti dall’ospedale più vicino, è la notizia che mai avresti voluto sentire. Ieri in una bettola trovata all’ultimo momento, in una fredda hall, con di fianco un karaoke che proiettava lucine sui muri e in cui vi erano dei giapponesi stonati, ho pianto le lacrime più amare della mia vita. Ho temuto di non farcela: è una vita che mi…
Fianco a fianco, anche sul lavoro
Lavorare insieme fa bene al matrimonio? Condividere la scrivania oltre al letto è deleterio per la coppia oppure non può che rafforzarla? Stavo leggendo un pezzo su Wired.it, scritto dal mio collega Simone, sulle otto regole per far sì che il lavoro in coppia non rovini il rapporto d’amore e mi sono posta queste domande non tanto per mia riflessione personale, quanto più perché è una situazione che mi interessa da vicino. Insieme a Teo, infatti, sto lavorando a un progetto che non solo potrebbe vederci lavorare a stretto contatto giorno per giorno, ma che anche prevedrebbe lui come mio capo. Follia? Rischio? Spesso ho sentito dirmi che portarsi il lavoro a casa o la casa al lavoro è roba da pazzi perché si rischia di mischiare i problemi della vita privata a quelli lavorativi e così non staccare mai dalle due sfere, creando una bomba pronta ad esplodere. Raccontando i nostri progetti lavorativi a una coppia di conoscenti che…