Non è vero che le coppie felici sono quelle che non discutono o che non desiderano mai separarsi. Sono quelle che un giorno sì e l’altro anche vogliono mandarsi a quel paese. Ma poi gli basta guardare l’altro di soppiatto, seguire i suoi occhi tesi verso l’infinito per innamorarsi di nuovo.…
Tag Of per sempre
Come Benjamin Button
Tutti vivono perennemente tesi al futuro, curiosi di vedere cosa ci sarà. Anche nelle storie d’amore tutti si domandano se si ameranno ancora tra 50 anni, quando il corpo si farà grinzoso e rovinato e la mente vacillerà. Bene, noi nel futuro ci siamo già: a noi è già stata riservata la cattiva sorte in cui tutti si promettono di esserci, in un perenne vivere al contrario, come Benjamin Button. Nemmeno il tempo di capire se eravamo fatti l’uno per l’altra che il fato avverso ha bucato la clessidra, per far scorrere più velocemente il tempo che ci è stato dato insieme. È così che non abbiamo dovuto capire niente, ma solo vivere. Solo viverci. Prima della gioia, il dolore; prima della salute, la malattia; prima della buona, la cattiva sorte: come in una eterna rincorsa alla felicità, come se per noi dovesse essere un traguardo da meritare e non dato in dote come a tutte le altre coppie. Oggi…
Se stai male tu, sto male io
Quando sta male chi ami, tremi. Quando sta male chi ami, sapendo che già sta male, lontano da casa, in un Paese in cui sei straniero, muori. Letteralmente. Ieri non è stata una buona giornata. Teo non è stato per niente bene, così ci siamo dovuti fermare una notte in più in un posto che da paradiso si è presto trasformato in inferno. Perché quando sei in vacanza e va tutto bene, essere tra le montagne a respirare aria pulita ti sembra la cosa più bella, ma quando stai male e hai bisogno di aiuto, essere a 50 minuti di tornanti dall’ospedale più vicino, è la notizia che mai avresti voluto sentire. Ieri in una bettola trovata all’ultimo momento, in una fredda hall, con di fianco un karaoke che proiettava lucine sui muri e in cui vi erano dei giapponesi stonati, ho pianto le lacrime più amare della mia vita. Ho temuto di non farcela: è una vita che mi…
Quanto conta un bacio
Ci sono stati tanti momenti nella nostra storia in cui non ho potuto baciarti: quando sei stato operato la prima volta, poi la seconda, poi la terza. E quelle volte in cui ho preso l’influenza. E poi ultimamente quando abbiamo dovuto scongiurare un attacco di morbillo. Tutte queste volte mi hanno imposto di non baciarti. Per proteggerti l’ho fatto. Ma sappi che non c’è stata una volta in cui non abbia sofferto. Perché ti bacerei sempre. Perché ti bacerò per sempre.…
Più amore di così
Sabato sera siamo tornati lì, sulla panchina dove quasi 5840 giorni fa ci siamo dati il primo bacio. Io ero a cavalcioni sulla pietra – mai stata una signora – e vedendoti indeciso, ti dissi che volevo stare con te e ti baciai. Eri già l’amore della mia vita, valeva la pena tentare il tutto per tutto. E avevo ragione io. Oggi – dopo numerosi kg in più, qualche ruga sul volto, più capelli bianchi, 5 cicatrici sul corpo, qualche sogno infranto e molti realizzati, un tumore come terzo incomodo – siamo ancora qui. Proprio l’altro giorno ti chiedevo: “Ma come ci si fa ad amare ancora dopo tutti questi anni?”. Tu la risposta non l’avevi, io neppure. Ma so che non ci potrebbe essere più amore di così.…
Scelta per la vita
Un anello può essere un semplice anello. Ma non nella nostra cultura. Per noi significa unione, legame, scelta. Domenica a pranzo mi è stato donato un anello. Un anello speciale. Non per il valore materiale che ha – oro, zirconi e zaffiro -, ma per l’affetto e i ricordi che conserva. “Tienilo tu, ci tengo. Alla fine ti voleva bene come a una nipote ed era così felice che tu fossi al fianco del suo Matteo”. Me lo ricordo al dito della nonna Giuanina. Accenno un sorriso. “Lo accetto volentieri, ma prima chiedo a Matteo se vuole tenerlo lui”. So quanto fosse attaccato a sua nonna, quanto sia geloso degli oggetti cui è affezionato. Torno a casa e glielo mostro: “Lo vuoi tenere tu? Tua mamma l’ha donato a me, ma so quanto contino per te queste cose”. Lo guarda, lo scruta da vicino e gli occhi gli si bagnano di lacrime. “No, tienilo tu”. E me lo infila al…
Infinito
“Sempre e per sempre tu ricordati, dovunque sei, se mi cercherai, sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai”. Francesco De Gregori È successo una mattina di gennaio. Non era il primo che avevo in mente. L’unico che avrei voluto fare, lo farò, a momento debito. Questo è capitato, ma non è fatto a caso. Un regalo per il mio compleanno, un regalo che alla fine ho fatto io. Perché non ero convinta, ma sono convinta dell’amore che provo per lei; che alla fine vederla felice mi rende felice. Che forse la sorellanza è proprio questo. Che forse il senso di tutto ciò che si fa dev’essere questo. Nel mio cuore ci sarà sempre e solo spazio per pochissime persone, e lei è una di queste. Così sarà sulla mia pelle. Che forse, nonostante tutte le delusioni, le cazzate, i rimpianti e i rimorsi, certi amori valgono la pena di esistere. Per sempre.…
Facciamo che sia per sempre
In principio fu un elastico. E già da lì, dovevo capire che era particolare e fuori dal comune. Un banalissimo elastico, intrecciato a 8 sul mio ditino adolescente, con la promessa che sarebbe stato per sempre, infinito, così come l’otto che disegnava sulle mie dita. Poi fu un anello della Breil regalatomi per il mio 17° compleanno, con la frase: “Io so già che tu sei lei, mettitelo quando ti sentirai sicura della stessa cosa”. L’ho indossato all’uscita dall’ospedale dopo che la prima operazione, ormai quasi dieci anni fa, andò bene: perché se eravamo riusciti a stare sulla zattera durante quella tempesta e io avevo continuato a remare per entrambi, allora cosa avrebbe potuto buttarci giù? Poi fu un anellino comprato da un venditore ambulante di colore, ribattezzato Matumba, durante il nostro primo torneo 24 ore di beach volley. Mi fece salire sulla panchina e tutto raggiante mi disse: “Guarda cosa stiamo facendo… Voglio farlo per tutta la vita con…
Ti prometto che…
In America sono un’usanza ormai consolidata: misero in crisi Mr Big a un passo dall’altare, prima di sposare Carrie Bradshaw, invece quel romanticone di Brad promise alla sua Angelina di farle trovare sempre al mattino una fetta di pane spalmata con il burro di noccioline. Si tratta delle promesse, ovvero una lista di buone intenzioni, alcune astratte, altre molto più pratiche, che uno scrive e poi recita all’altro sull’altare. In Italia non esiste ancora questa tradizione, anche se molte coppie si scambiano le loro promesse in momenti privati durante il gran giorno oppure davanti agli amici in lacrime dall’emozione. Trovando su Huffington Post un articolo (questo qui) che riportava le promesse scritte da Tom Miller per sua moglie, mi sono chiesta: “Quali sono le promesse che farei a mio marito prima di sposarlo?”. Ho girato la domanda alle mie fedelissime amiche su Facebook e queste sono le loro risposte. Cose romantiche, ma anche molto pratiche, cose che rendono felici e…
Un’attesa che sa di per sempre
Avete mai assaporato l’eternità? “Le faremo sapere” e il telefono che non squilla mai, una sala d’attesa vuota e qualcuno che amate in sala operatoria, uno sposo all’altare e una sposa in ritardo, un esame importante e un esito che si fa desiderare, un padre nervoso perché sua moglie è in sala parto… I minuti, le ore, i giorni che ci separano dal verdetto non somigliano forse all’eternità? Perché sappiamo che da lì in poi sarà tutto diverso, nel bene o nel male, che dovremo ricominciare, che ci aspetterà una nuova vita, che dovremo reinventarci, assumere nuovi ruoli, vestire nuovi panni, affrontare nuove sfide. A me l’attesa mi mette ansia, mi fa diventare malinconica e anche un po’ intrattabile perché so di non poter avere il risultato sotto controllo, che in parte quello che succederà non dipenderà da me. Queste sono state settimane d’attesa e in parte, ancora non è finita: ho atteso risposte per il lavoro che non sono…