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Tag Of salute

  1. ottobre 30, 2020

    Io, testimonial Airc

    • Faccio cose vedo gente...

    Matteo era testimonial Airc, il primo non guarito della storia della fondazione. Il primo che doveva portare il messaggio che una vita bella fosse possibile nonostante il cancro. L’ha fatto bene al punto che Matteo continua a essere testimonial Airc anche se non c’è più. E la cosa incredibile è che io raccolgo il suo testimone, pur non essendo malata. “Vogliamo continuare a portare la sua storia come esempio fulgido di speranza e resilienza – mi hanno detto gli amici di Airc – E allo stesso tempo, raccontare la battaglia di chi sta affianco ai malati: ti va di dar loro voce?”. È una gran bella responsabilità, perché di noi caregiver non si parla mai. Di chi sta sommessamente accanto e non può mai esternare paure e lacrime non si racconta mai. Ho detto subito di sì perché è ora di dire che i malati vivono meglio anche grazie a noi. E alla ricerca. Oggi hanno trasmesso questo nuovo video…

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  2. marzo 4, 2020

    L’arte dei piccoli passi

    • Strettamente personale
    L’arte dei piccoli passi

    Non sapere quando si potrà uscire di nuovo di casa. Non sapere quando si potrà andare in vacanza, per la verità non sapere nemmeno se ci si potrà andare. Disdire gli appuntamenti all’ultimo minuto. Rimandarli a non si sa quando. Domani potrò andare a far la spesa? Come saremo messi domani? Il benessere ci ha abituati a vivere proiettati costantemente nel futuro. La malattia ci costringe a vivere giorno per giorno. Perché domani non sai come potresti stare, dove potresti essere. Io e Teo ne sappiamo qualcosa. A questo vivere eternamente nel presente, senza poter fare uno straccio di programma per il futuro, siamo abituati. Fa paura, è difficile, lo sappiamo. L’arte dei piccoli passi richiede molto tempo per essere assimilata. Ma se c’è qualcosa che possiamo imparare da questa situazione paradossale è proprio questa. Far tesoro dell’ora, dell’oggi: non c’è lezione più preziosa. [Now playing: “How soon is now?” – The Smiths]…

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  3. febbraio 28, 2020

    Cammina nelle mie scarpe

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    Cammina nelle mie scarpe

    Interno, notte. Io, a letto: “Certo che con sta situazione non so più nemmeno che giorno sia, domani inizia il weekend, ma non cambia nulla rispetto a questi giorni…”. Teo, serafico: “Questa è la mia vita, tutti i giorni. Capisci ora che significa?”. È difficile persino per noi che camminiamo accanto a un malato ogni giorno capire la sua condizione di prigionia. Perché sì, la malattia ti mette in catene. In questi giorni alla fatica della croce quotidiana si aggiunge anche la paura, che batte più forte del solito. Nostra, ma soprattutto di chi è più fragile. Per questo sarebbe buona cosa tacere tutti e portar rispetto. Ho sentito dire in questi giorni: “Ma sì, tanto crepano loro, gli anziani e gli ammalati…”, come fossero un peso, uno scarto. E invece se avessimo dato loro ascolto, ci avrebbero fornito tutte le risposte di cui avevamo bisogno. Perché loro sanno cosa vuol dire convivere col nemico, sanno come affrontare una crisi.…

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  4. settembre 27, 2019

    Le cose che contano davvero

    • Strettamente personale
    Le cose che contano davvero

    Si può essere tristi per una cosa bella? A me è capitato oggi. Dopo l’ennesima visita in cui Teo deve fare l’ennesimo controllo, anche se per un nonnulla, sono crollata. L’altro giorno ho ritirato le mie analisi del sangue: valori tutti perfetti. Ma non sono riuscita a gioirne. E non capivo il motivo. Oggi la rivelazione: come si può essere felici quando chi ami non sta bene? È come sentirsi in colpa per una colpa che non si ha. Oggi a pranzo tra le lacrime ho esclamato di getto: “Vuoi un po’ della mia salute?”. E Teo: “Sì”. E gliela darei davvero, se potessi, perché sarebbe per lui il regalo più prezioso. Abbiate cura di voi stessi e della vostra felicità: senza retorica, la salute è davvero tutto ciò che conta. Perché se state bene riuscite a godervi anche le più piccole cose, come un pomeriggio di sole in un prato con due monelle pelose e Bambi.…

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  5. maggio 19, 2016

    L’eternità in un istante

    • Strettamente personale

    Tutti noi sin dalla nascita siamo proiettati nell’immortalità: a nessuno a nessuna età viene in mente che prima o poi, un giorno, non ci saremo più. Per questo tendiamo a procrastinare, a rimandare a domani quello che non abbiamo voglia di fare oggi, dicendo: “Tanto c’è tempo”. C’è tempo domani per scrivere quell’articolo che oggi non ho voglia di scrivere, per mettersi a dieta, per chiedere scusa, per progettare una vita insieme, per organizzare un matrimonio, per fare un figlio… C’è tempo domani, tanto abbiamo tutta la vita davanti. Un orizzonte di spazio infinito per tentare di essere felici, per provare a vivere. Che di solito la parola fine compare solo prima dei titoli di coda, e i titoli di coda in un’esistenza scorrono solo in prossimità di quella comune ai più come vecchiaia. Ma se così non fosse? Se il destino volesse tirare il sipario e far finire lo spettacolo molto prima? Se a trent’anni tu fossi costretto a…

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  6. marzo 20, 2015

    Posso farcela!

    • Faccio cose vedo gente...
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    “Dai, puoi farcela a organizzare tutto!”, “Ma sì, dai, cosa vuoi che sia tornare in forma prima del gran giorno? Puoi farcela!”, “Sistemare casa e pensare al matrimonio in soli tre mesi? Ma sì, puoi farcela!”: sposine all’ascolto, quante di voi se lo sono sentito dire almeno una volta, con tanto di pacca sulla spalla? Perché è facile a dirsi (quando non si tratta di te), più difficile a farsi se ci siamo noi in gioco, il nostro futuro, il giorno più bello della vita, la nostra felicità. Ma proprio queste ragioni possono diventare lo sprone per cambiare, per migliorarsi, per diventare una donna nuova: da un semplice incoraggiamento fatto distrattamente dall’amica a un “Posso farcela!” motivato, il passo può essere breve. È questo il senso di “Posso farcela!”, il progetto promosso da Omega Chefaro in occasione del lancio di XLS Medical Max Strength, l’ultimo prodotto della linea XLS Medical, che invita tutte le donne italiane ad amarsi di più…

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  7. maggio 10, 2014

    A tempo determinato

    • Strettamente personale
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    “Driiinn, driiin!”. “Pronto?”. “Sì, Francesca sono io, mi ha chiamato la dottoressa, ha detto che ancora non si sa nulla. Purtroppo con le feste di mezzo, è così”. “Beh, a questo punto saranno belle notizie: se mi fanno aspettare per sapere gli esami e in più mi danno poi notizie di merda… sarebbe da picchiarli!”. “Beh, non è detto…”. “Su, signora, pensiamo positivo!”. Nel frattempo… “Driiin! Driiin!”. “Pronto?”. “Sì, ciao Fra, si sa niente?”. “No, ancora nulla, appena so ti dico. Sto morendo…”. E su Facebook… “Allora?”. “Nulla ancora”. “Facci sapere, né!”. “Sì, ok!”. Ansia, ansia a mille. E intanto comunque dover lavorare, perché vallo a spiegare tu ai clienti che la tua testa non c’è, vaglielo a spiegare tu che hai altro di ben più importante cui pensare. In un istante, potresti toccare il cielo con un dito o essere catapultato direttamente nell’ultimo girone dell’inferno. E non dipende da te. “Driiin, driiin!”. Corro per la casa verso il cordless,…

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  8. settembre 27, 2013

    Il regalo mio più grande

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    Inizio settembre. Meno 26. “Amore, gli esami sono andati bene”. “Davvero? Benissimo! E allora perché questa voce un po’ triste?”. “Sai, com’è… Si è sempre un po’ tesi, finché non è finita, no?!”. “E allora, sai che c’è? La faccio io la voce felice, anche per te!”. Metà settembre. Meno 14. “Amore, anche questi esami sono andati bene”. “Grandissimo!!! Come sono felice!!! E tu, sei felice?”. “Sì, anch’io”. “E questa voce un po’ sommessa, cos’è?”. “Dai, lo sai che non è finita”. “Lo so, lo so, ma il peggio è passato, no?”. “Sì, forse. Ma io ancora non ce la faccio”. “E allora ci penso io a esplodere di gioia per due”. Fine settembre. Meno 2. “Ciao Francesca, è andato tutto bene. Adesso si sta riprendendo dall’anestesia”. “Davvero?! Grazie signora di avermi avvisato”. La sera. “Ciao amore, come stai?”. “Bene bene”. “Allora tutto bene?”. “Sì, sono andati bene. Meno male”. “Oh, che bella voce felice!”. “Sì, adesso sì”. “Ora ci…

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  9. aprile 5, 2013

    Un amore a tempo indeterminato

    • Storie di tutti i giorni
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    Son tempi grami, effimeri. Tutto non dura che lo spazio di un secondo, è passeggero, precario o a tempo determinato. Abbiamo un lavoro precario, destinato a venir meno da un momento all’altro e non per nostra volontà. Quando ti trovi davanti un contratto da firmare – se e ripeto se, hai la fortuna di trovartelo davanti – il più spesso delle volte riporta la scritta: ‘a tempo determinato’ oppure ‘a progetto’, così tu inizi un’avventura sapendo già che dovrà finire. Abbiamo una salute precaria. Ci ammaliamo per tutto e anche di più: intolleranze, allergie, patologia che solo cinquant’anni fa non esistevano e che ci costringono a convivere con i farmaci in alcuni casi anche per tutta la vita. Abbiamo un meteo precario. Un giorno piove, l’altro c’è il sole; a volte piove e c’è il sole nel giro di un pomeriggio. Non si possono più programmare partenze né weekend, nemmeno le stazioni meteorologiche riescono a stare dietro a questo meteo…

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  10. dicembre 7, 2012

    Il mio Natale perfetto

    • Strettamente personale
    • Uncategorized

    Quand’ero piccola per me il Natale arrivava solo se succedevano alcune cose: la prima era ovviamente fare l’alberello e il presepe insieme alla mia famiglia. Si andava nel ripostiglio a prendere gli scatoloni impolverati, li si portava in salotto, si aprivano e si incominciava a dar vita e colore all’abete finto con palline di ogni foggia e colore e le lucine a intermittenza. Una volta finito l’albero, si approntava il ripiano del mobile con del muschio finto per ricreare la Natività e dar vita ad un presepe che somigliasse il più possibile alla Betlemme di due millenni fa, con la capanna, la stella cometa e lo stuolo di pastorelli e contadini, accorsi a vedere Gesù Bambino. Così sembrava già più Natale, ma non era ancora il Natale perfetto, se non si scriveva la letterina a Babbo Natale, che però puntualmente portava poco o niente di quanto richiesto. È vero che io ero solita essere prolissa e chiedere troppe cose, alcune…

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    by Francesca Favotto | 3 comments
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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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