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Tag Of tumore

  1. febbraio 9, 2020

    Addizione/sottrazione

    • Noi caregiver
    Addizione/sottrazione

    Ieri sera ho visto Ivan Cottini danzare. Aveva grazia, bellezza, coordinazione, sul palco. Aveva bellezza, fama, successo, nella vita. Poi la malattia gli ha tolto tutto. O quasi. Lui danza, lui sorride, lui ha voglia di vivere. Ma nessuno sa a che prezzo li abbia conquistati. La malattia toglie il sonno, il sorriso, il vigore, la libertà, la fertilità, la serenità, la mobilità, la voce, la bellezza, un arto, due arti, l’autonomia, la dignità, un pezzo di fegato, un organo, la speranza, la voglia di lottare, anni di vita. Letteralmente. È una continua sottrazione, raramente regala, difficilmente restituisce. Il malato lo sa, per questo allontana chi gli si avvicina. Perché amare chi sta male è un continuo lavoro di addizione: devi metterci più pazienza, più speranza, più coraggio, più amore, più di tutto. Per amarlo anche là dove lui non arriva, per colmare i vuoti che la malattia inevitabilmente lascia. [Now playing: Amber run – “I found”]…

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  2. gennaio 17, 2020

    Noi, sotto al ring

    • Noi caregiver
    Noi, sotto al ring

    L’altra sera io e Teo abbiamo visto Creed II, l’ennesimo episodio della saga di Rocky. Praticamente la replica di Rocky IV, solo con Adonis Creed e Viktor Drago al posto di Rocky e Ivan. Pur essendo un’americanata, Rocky è una delle saghe che amo di più: perché non è solo sport e onore, ma anche amore che ti fa volare alto e ti salva. Quando Rocky saliva sul ring, lì sotto c’era Adriana. Quando ci saliva Apollo, con lui c’era Mary Anne. In questo episodio, al fianco di Adonis c’è Bianca. Quando Rocky ha trionfato contro Drago, hanno inquadrato per lungo tempo Balboa. Così come quando Apollo è morto o quando Adonis ha sconfitto Viktor. Ma in tutti questi casi la mia attenzione veniva catturata sempre da quei pochi istanti in cui inquadravano Adriana, Mary Anne o Bianca. Cosa si deve provare quando chi ami sale sul ring a dare e ricevere colpi mortali e tu sei lì sotto e…

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    by Francesca Favotto | no comment
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  3. novembre 25, 2019

    Accendete il Natale

    • Strettamente personale
    Accendete il Natale

    Quest’anno sto faticando e non poco a sentire lo spirito del Natale, nonostante tutt’intorno sia già festa. E non perché voglia fare la bastian contrario. Ma ultimamente la vita mia e di chi amo è una strada inerpicata e faticosa, piena di rovi e pericoli. Il fatto di non sapere come arriveremo a Natale, e come lo festeggeremo, mi inquieta. Perché per me Natale son le piccole tradizioni che in questa vita abbiamo creato insieme e che la malattia sta provando a portarci via. Anche stamattina pareva cominciata nel peggiore dei modi – Nara è scappata, causando un crepacuore a me e una caduta a mio suocero -, ma poi la giornata ha preso una piega diversa, con un complimento da parte di una collega e con una mail di una persona che ha rispettato la parola data, facendomi un regalo enorme. E poi c’era il sole, dopo giorni di pioggia. E una giornata di sole non può essere una…

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  4. settembre 20, 2019

    Ella & John

    • Gineforum
    Ella & John

    Avete mai provato a immaginarvi senza accanto la persona che amate? Probabilmente no. Si sta insieme, ci si sposa, si progetta un futuro proprio con la prospettiva dell’immortalità, come se in due si potesse sconfiggere la morte o quantomeno questa potesse arrivare in là negli anni. Da giovani mai si arriva a pensare: cosa farei se lui non ci fosse più? Ebbene, ieri sera ho visto per la seconda volta il film “Ella & John”, la storia di una coppia di quasi ottantenni che parte per un viaggio in camper, il loro ultimo viaggio insieme. Lui – malato di Alzheimer – ha il fisico, lei – malata di cancro – ha la testa: in due si completano, ora proprio letteralmente. L’uno senza l’altro son perduti, e non solo fisicamente. L’uno senza l’altra non potrebbero esistere. Ho pianto, e tanto. Perché sebbene abbia 50 anni di meno dei protagonisti conosco bene quell’ineluttabile sensazione di fine e di abbandono, se l’altro non…

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  5. maggio 13, 2019

    La costruzione di un amore

    • Strettamente personale
    La costruzione di un amore

    “La costruzione di un amore | Spezza le vene delle mani | Mescola il sangue col sudore | Se te ne rimane | La costruzione di un amore | Non ripaga del dolore | È come un altare di sabbia | In riva al mare”. L’attrice sul palco interpreta questa canzone che Ivano Fossati regalò a Mimì, il quale nonostante si sforzasse di spiegare che no, non parlava del loro amore, invece sì, dentro c’erano loro. E io piango, perché dentro ci siamo anche noi. 36 ore prima, interno giorno. La mia ex collega mi chiede: “E quando vi sposate?”. Io: “Ah, bisogna chiedere a lui. Fosse per me…”. “Be’, sei brava a non impuntarti e a non pretenderlo…”. “E una volta che mi impunto e mi metto di traverso, che cambia?”. “Be’, ma è un tuo desiderio!”. Già, è un mio desiderio… “E a ogni piano c’è un sorriso | Per ogni inverno da passare | A ogni piano…

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  6. aprile 26, 2019

    Come sul ring

    • Strettamente personale
    Come sul ring

    La malattia non è poi così diversa dal salire sul ring: sai che quando sarai lì sopra, dovrai darne tante quante ne riceverai, se non vuoi soccombere. Sai che arriverai a un certo punto che implorerai che l’avversario ti colpisca lì dove non sentirai più dolore. Sai che ti fanno più male le lacrime di chi ti ama invece dei colpi dell’avversario. Sai che se abbassi la guardia muori, ma anche che difenderti richiede un’energia che non hai più. Sai che sarebbe infinitamente più semplice lasciarsi cadere a terra, ma che rimanere in piedi è tutto ciò che conta. Sai che non importa quanti facciano il tifo per te, in combattimento ci vai da solo. Sai anche che a un certo punto la tua ostinazione a voler lottare non verrà più compresa da chi ti ama. Ma sai anche che “fare un altro round quando pensi di non farcela, è una cosa che può cambiare tutta la tua vita”. Sul…

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  7. aprile 5, 2019

    Come una madre ama un figlio

    • Strettamente personale
    Come una madre ama un figlio

    Lo amo come una madre ama un figlio. Guardandolo negli occhi, per capire se sta bene. Trattenendo il respiro, per non fare rumore. Rimanendo immobile, se la paura attanaglia. Controllando se respira, mentre i sogni lo cullano. Tenendo sempre accesa la speranza, anche quando la notte si fa più oscura. Cercando di non vacillare, anche quando l’equilibrio si fa precario. Piangendo sotto la doccia, lì dove nessuno mi può sentire. Dimenticandomi di esistere, perché lui viene prima di ogni cosa. Lo amo davvero come una madre ama un figlio. E non so dire se sia bene o sia male. Ma lo amo. E questo al momento è tutto ciò che conosco di me stessa.…

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  8. marzo 22, 2019

    La misura dell’amore

    • Strettamente personale
    La misura dell’amore

    Voi sapreste quantificare l’amore? Sapreste dire quanto è giusto, quanto bisogna amare? Alcuni sostengono che il vero amore sia quello totalizzante di una madre, pronta a dare la vita per i suoi figli. Poi venne colui che ci amò sopra ogni cosa, “dando la vita per i propri amici” e invitandoci ad amare sino alla fine. Io mi chiedo se potrei amarti più di così, ci sono giorni in cui mi sembra di essere inutile, di non fare abbastanza, e alcune volte credo sia proprio così. Ma poi succede che la vita ti mette di fronte alla difficoltà, all’emergenza, al pericolo. E anche stavolta non c’è stato un secondo in cui io non abbia pensato prima alla tua vita che alla mia. Perché so che salvando te, salvo anche me stessa. Perché l’amore – quello incommensurabile – salverà entrambi.…

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  9. dicembre 21, 2018

    Al mio yogurt

    • Strettamente personale
    Al mio yogurt

    Estate 2006. “Mi spiace, ma se non lo operate subito, non supera le due settimane. E dopo comunque non è detto che vada avanti per molto”. Capodanno 2008. “Dev’essere operato d’urgenza. Ai 30 anni? Non sappiamo se arriverà…”. Primavera 2013. “Non so se arriverai ai 50 anni, noi ci proviamo”. È una vita che ti marchiano a fuoco con la data di scadenza, nemmeno fossi uno yogurt. È una vita che mandi a fanculo come il peggiore dei rompicoglioni tutti i pronostici. Ai 30 non ci dovevi arrivare, siamo quasi ai 40. Non so cosa ci riserverà il futuro, ma so cosa mi ha insegnato il passato: a me che non amo festeggiare il mio compleanno, mi hai insegnato invece che ogni anno conquistato è un anno di vita in più. Non so se ai 50 ci arriveremo – ma a dirla tutta, non so nemmeno se ci arriverò io -, però so che non ho più paura di morire,…

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  10. novembre 23, 2018

    Come Cristo sulla croce

    • Strettamente personale
    Come Cristo sulla croce

    “L’infinito del verbo amare è restare, è esserci nonostante tutto. Amare è restare sotto la croce di chi ami, bevendo fino in fondo l’amaro calice dell’impotenza. Il dolore più grande è non poter fare nulla davanti alla sofferenza di chi ami. Ma l’amore vero è restare lì nonostante l’impotenza, nonostante tu non puoi salvare da quella croce. L’amore è Maria e Giovanni sotto la croce. L’amore è Cristo che muore comunque, ma non muore solo. La Madre e il discepolo amato restano fino alla fine e abitano l’ora più buia della storia di Cristo. Si ama quando si resta anche nelle situazioni in cui non conviene più restare”. Don Luigi Maria Epicoco   L’amore è roba per stomaci forti, niente a che vedere con le farfalle. Oggi ho letto queste parole e ho sentito una pugnalata dritta al cuore. Perché mi chiedo spesso se il mio restare accanto a chi ha una data di scadenza non sia più simile al…

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Chi sono

"...Non è Francesca", recita la canzone di Battisti. E invece sì, son proprio io.
Nasco a metà degli anni Ottanta, la settimana in cui i Dire Straits dominavano le classifiche mondiali con il loro successo ‘Money for nothing’, sotto il segno della Bilancia, ascendente Leone. Determinata e tenace, innamorata della vita e del bello, appassionata di musica fino al midollo (grazie ai Dire Straits nel mio trigono), sin da piccola preferisco i temi di italiano alle equazioni di algebra, inclinazione che mi porta a intraprendere studi a carattere umanistico. Linguista per necessità, ma giornalista per passione, ben presto scopro quant’è bello e divertente girare come una trottola in cerca di notizie. La serie tv ‘Sex and the city’ dà il colpo di grazia al mio destino: la vita di Carrie Bradshaw è troppo bella per non provare a realizzarla!

Un’insana passione per lo shopping unita alla curiosità per il fashion biz mi aiutano quindi a ‘masterizzarmi’ in Giornalismo di Moda, titolo che mi apre la strada in un settore pieno di sogni e di amore: quello del matrimonio! Fidanzata da quindici anni, cerco di apprendere più nozioni possibili sull’argomento, applicandole nella vita a due. A un rimpianto preferisco un rimorso, a un muso lungo un sorriso, al bicchiere mezzo vuoto sempre quello mezzo pieno, a una vita senza sogni per paura di non riuscire ad avverarli, ne preferisco una piena di cicatrici e sudore nel tentativo di esaudirli. Sognavo la vita di Carrie… e intanto non mi accorgevo che la mia è pure meglio.

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